L’AQUILA – È partita alle 10 la “24 ore no stop” promossa dall’associazione “309 martiri dell’Aquila” per raccogliere testimonianze, documenti, contributi originali e pareri scientifici per accertare se vi siano state responsabilità nei giorni antecedenti la scossa di terremoto del 6 aprile 2009.
Documenti che, nelle intenzioni degli organizzatori, potrebbero configurarsi come una sorta di “wikileaks” del terremoto.
L’iniziativa, dal titolo “Cahiers de Doleances”, (dai quaderni delle lamentele in cui in Francia nel Settecento venivano annotate le critiche prima degli Stati generali) è in corso alla nuovissima struttura di “Casa Onna”, nella frazione di Onna, alla porte del capoluogo.
Il dibattito si articolerà in tre sessioni: nella prima saranno illustrate tesi scientifiche sulla prevenzione sismica, nel pomeriggio, la seconda sessione mirerà ad accertare eventuali responsabilità giuridiche e politiche nel “mancato allarme”.
A seguire, sarà la volta dei giornalisti di testate italiane che cercheranno di ricostruire l’informazione nei giorni immediatamente antecedenti il sisma che ha devastato il capoluogo abruzzese.
Durante la notte ci sarà un microfono aperto per consentire ai cittadini di lasciare le loro testimonianze nel ricordo di quei giorni.
Tra i primi documenti letti questa mattina, un articolo in cui il presidente dell’Ingv, Enzo Boschi, nel 1995 indicava la probabilità di un evento sismico in Abruzzo di magnitudo superiore a 5.9.



