L’AQUILA – Continua con grande partecipazione la raccolta delle firme per la presentazione della legge di iniziativa popolare sulla ricostruzione dell’Aquila e la prevenzione delle calamità naturali.

Lo annuncia in una nota il presidio permanente di piazza Duomo.

Man mano che si allarga la rete dei volontari, si vanno organizzando altri punti di raccolta firme. Questa la situazione a oggi.

Per firmare all’Aquila: piazza Duomo, tutti i giorni da lunedì a venerdì ore 16-20, sabato e domenica 9-20; Comune dell’Aquila,  via Filomusi Guelfi; studio notaio Fanti, Rotilio center studio; studio notaio Del Grosso, Strinella 88; studio notaio Trecco, via Salaria Antica Est; studio notaio Pannone; giovedi 2 dicembre ore 8.30-13 ospedale San Salvatore (vicino sala ticket); sabato 4 e domenica 5 piazza Duomo, manifestazione nazionale del  volontariato; progetto C.a.s.e, martedì 7 dicembre iniziativa mercato agricolo del Gas, raccolta firme a Cese di Preturo.

Quanto alle frazioni: Paganica, venerdi 26 novembre sala civica villa comunale ore 10-13 e 15-20; Barisciano, sabato 27 novembre iniziativa a con il sindaco e il consigliere provinciale Fabrizio D’Alessandro; Coppito, sabato a Murata Gigotti.

Altri Comuni: Poggio Picenze, Pizzoli, Rocca di Mezzo, Isola del Gran sasso (Teramo), Barisciano, Navelli. Domenica 28 novembre dalle 15 alle 18 raccolta firme in piazza San Pelino.

Intanto, è l’europarlamenta del Partito democratico Rita Borsellino ha fatto arrivare una testimonianza al sito del presidio, anno1.org.

RITA BORSELLINO: ”DOVE IL GOVERNO NON C’E’, CI SIAMO NOI CITTADINI”

Questo il testo della lettera inviata dalla Borsellino.

Questo slogan che voi chiamate  “Sos L’aquila chiama Italia” potrebbe essere tradotto in “l’Italia chiama l’Italia”.

Perché laddove il governo non c’è, e non è stato in grado di tutelare e far crescere questo Paese, dobbiamo essere noi cittadini a riprendere in mano la situazione, ad assumerci la responsabilità e prendere coscienza; ognuno di noi,  a Palermo, a Napoli, a Pompei, all’Aquila, lì dove c’è bisogno che l’Italia si faccia sentire, noi dobbiamo esserci.

Anno Uno si chiama il vostro sito, e mi viene un brivido quando lo leggo. Si chiamò Palermo Anno Uno il gruppo di associazioni che prese in mano la situazione subito dopo le stragi del ’92, e questo per dire che si può e si deve ricominciare da capo; ma ci vuole coscienza, determinazione, non bisogna cedere o girare la testa dall’altra parte.

Noi cittadini dobbiamo fare in modo che questo Paese si assuma la responsabilità di riprendersi la propria dignità, questo Governo non ha saputo farlo, lo faremo noi cittadini, tutti insieme.