L’AQUILA – Emiliana di nascita, romana d’adozione e formazione, Anna Maria Reggiani ha rivestito per più di tre anni l’incarico di direttore generale regionale per i beni culturali e paesaggistici per l’Abruzzo.
Venerdì 26 novembre la Reggiani si congeda dall’amministrazione dei Beni culturali, terminando la sua carriera proprio in Abruzzo. Una carriera ministeriale intrapresa 34 anni fa, nel 1976, quando accedere alle Soprintendenze era una prospettiva tangibile e bastava superare i concorsi (che allora erano banditi con regolarità) e i finanziamenti alla cultura (e più in generale alla spesa pubblica) non erano assoggettati al rigore odierno.
La direttrice Reggiani per dare un segno tangibile di solidarietà a L’Aquila ha messo in piedi una raccolta di fondi da devolvere al restauro di opere d’arte danneggiate dal terremoto. Inoltre ha donato alla struttura di Paludi di Celano-Musè più di 2.000 volumi della sua biblioteca personale.
“Ho iniziato il percorso a Roma – spiega – dove ho affrontato i primi passi della mia carriera sia di studiosa che lavorativa. Ritengo di essere stata molto fortunata in quanto ho sempre trovato disponibilità e spazio, sia nel 1976 quando sono entrata al Ministero sia successivamente. All’inizio ho lavorato nella soprintendenze archeologiche del Lazio e di Roma con il professor Adriano La Regina e poi, nel 1993, dopo aver vinto il concorso, sono stata preposta alla soprintendenza per i beni archeologici del Lazio dove sono rimasta per ben 11 anni, fino al 2004”.
“In seguito – prosegue – sono stata per tre anni direttore generale per l’Archeologia e poi direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici per l’Abruzzo. Durante tutta la mia carriera uno degli aspetti che ho privilegiato e che mi sta in assoluto più a cuore è l’impegno verso la tutela e la promozione dei musei e le aree archeologiche, originato da un legame intenso con il territorio”.
In Abruzzo l’esperienza, causa anche il terremoto del 6 aprile 2009, è stata molto intensa.
“Nell’ambito delle proposte che sono pervenute dalle soprintendenze – continua la Reggiani – vorrei ricordare fra gli interventi più significativi i restauri della Basilica di Collemaggio, iniziati nel 2008 e conclusi l’anno seguente (non erano ancora stati smontati i ponteggi della facciata la notte del sisma, n.d.r.); è terminato il progetto denominato il Barocco a Penne cha ha previsto il restauro di importanti chiese barocche, è stato finalmente inaugurato e riaperto il duomo di Atri, è in una fase avanzata il restauro di Palazzo Ducale di Tagliacozzo, di proprietà della Regione, concluso quello del castello di Scurcola Marsicana, mentre è partito quello del Palazzo Ducale di Carpineto Sinello”.
“In ambito archeologico – elenca ancora – fondamentale il riallestimento del Museo Archeologico di Villa Frigerj a Chieti e il restauro del Teatro romano di Teramo. Questi e gli altri interventi realizzati si inseriscono nel rilancio del turismo culturale”.
A questo proposito alla Reggiani resta il rimpianto per non avere potuto realizzare il Museo di Santa Maria dei Raccomandati all’Aquila, che, ricorda, “avrebbe dovuto essere inaugurato nell’aprile del 2009. Il terremoto – prosegue – ha impedito la sua apertura ed è stato un vero peccato, perché in questo modo L’Aquila è stata privata di un museo archeologico dedicato ai Sabini con i reperti più importanti provenienti dagli scavi di Amiternum e quelli più recenti dei Vestini da Fossa, Bazzano eccetera”.
Quanto al sisma, la soprintendente uscente lo definisce “un’esperienza fortissima e dolorosa che ha segnato profondamente il mio impegno in Abruzzo; vorrei mettere in risalto quello che le strutture periferiche del ministero hanno realizzato in poco tempo e con risorse limitate, innanzi tutto lo sgombero del Forte spagnolo che ospitava il Museo nazionale di Abruzzo, trasferito in pochi giorni presso il Museo preistorico di Paludi di Celano, che è stato riconvertito in centro di restauro e di prima accoglienza per le opere”.
“Per questa attività mi è stato conferito il Premio Rotondi per i salvatori dell’arte per il 2009. In secondo luogo – aggiunge – vorrei citare la ripresa delle attività degli uffici, a pochi mesi dal sisma a Bazzano nel nucleo industriale per la direzione regionale e per l’Archivio di Stato e nel monastero agostiniano di Sant’ Amico adiacente alla Fontana luminosa all’Aquila, per le soprintendenze; infine l’avvio come responsabile unico del procedimento, del progetto di rientro delle opere d’arte del Museo nella struttura dell’ex Mattatoio a Borgo Rivera, ottenuto in comodato d’uso gratuito dal Comune, grazie a un investimento di Invitalia nell’ambito del Progetto Poli Museali di Eccellenza del Meridione”.






