L’AQUILA – Sono più di 3000 i cittadini che hanno firmato la mozione per impedire la costruzione della centrale a biomasse presso il nucleo industriale di Bazzano all’Aquila che comporterebbe “gravi conseguenze per l’ambiente circostante, oltre ad un drastico peggioramento della qualità di vita”.

 
A darne notizia è la senatrice del Movimento 5 Stelle Enza Blundo, che ha presentato in Parlamento un’interrogazione volta ad impedire la costruzione di centrali di questo tipo.
 
La Blundo sottolinea in una nota il risultato dei due convegni che si sono tenuti all’Aquila, nei quali sono stati esposti “insindacabili elementi, con documenti e studi, recepiti anche dai legali incaricati di curare il ricorso al Tar, che vanno a contestare le superficiali rassicurazioni fornite dalla Futuris”. 
 
“Tale mole di materiale comprende le valutazioni di incompatibilità ambientale e sismica, il mancato coinvolgimento di tutti gli enti preposti, studi che testimoniano l’elevato pericolo per la salute umana con analisi sul significativo aumento del rapporto costi – spesa sanitaria pro-capite per la cura delle conseguenti gravi malattie non solo respiratorie”, prosegue la Blundo.
 
Tutto il materiale raccolto è stato consegnato ai consiglieri comunali per stilare una delibera “che consideri tutto ciò a fronte di un risparmio nullo sulla bolletta – afferma nella nota – come dichiarato dalla stessa società, che rivenderà l’energia prodotta ad un altro gestore, e di una svalutazione immobiliare e fondiaria della proprietà privata”.
 
La senatrice rimarca alcuni aspetti essenziali come ”l’illegittimità dell’iter autorizzativo, la non conformità del piano di approvvigionamento di biomasse legnose  alle reali disponibilità di filiera, le produzioni agricole  fortemente penalizzate in qualità e quantità, i numerosi interrogativi sulla modalità di stoccaggio del combustibile, l’incompletezza progettuale (tuttavia autorizzata) per un millantato teleriscaldamento (attraverso tubi di acqua calda) del Progetto C.a.s.e. di Bazzano, cose che non giustificherebbero la devastazione  economica e sanitaria di un intero territorio”.
 
“L’Aquila e il territorio pagheranno pesantemente e in maniera irreversibile la scelta di vocare la propria economia alle biomasse – dice la Blundo – Si auspica, pertanto, che la Futuris decida di tenere conto dell’opinione espressa a gran voce dai cittadini aquilani che non intendono arrendersi di fronte ad una costruzione che porterebbe più problematiche che vantaggi”.
 
“Ci si aspetta, inoltre, che l’odg approvato ieri all’unanimità dalla commissione venga votato favorevolmente da tutti nel prossimo Consiglio comunale e che il sindaco abbia il coraggio di rivedere il parere vincolante igienico-sanitario”, conclude la senatrice.