CHIETI – Sarà davvero un brutto regalo di Natale quello che i cittadni di Chieti rischiano di trovare sotto l’albero a seguito del passaggio delle reti idriche all’Aca, deliberato dalla Giunta comunale entro la fine dell’anno.
Visto che le tariffe applicate dall’azienda sono più alte di quelle comunali, si annunciano rincari che l’opposizione ha stimato tra il 30 e l’80 per cento.
A lanciare l’allarme sono i capigruppo d’opposizione Luigi Febo (Chieti per Chieti), Alessio Di Iorio (Pd), Alessandro Giardinelli (Scelta civica), Alessandro Carbone (Fli) e il segretario cittadino democrat, Enrico Iacobitti.
Prima di loro, il problema era già stato sollevato dal Movimento 5 stelle teatino che al sindaco Umberto Di Primio aveva chiesto quello che ora vuole anche la minoranza: opporsi in tutti i modi alla cessione delle reti, anche se c’è una legge regionale che obbliga a farlo.
I consiglieri d’opposizione hanno fatto qualche esempio: un condominio con 20 utenze da marzo 2009 a marzo 2010 ha pagato una bolletta di 1.727 euro, se fosse stata l’Aca a riscuotere, avrebbe pagato 2.207 euro; un singolo contatore, nello stesso periodo, ha pagato al Comune una bolletta da 181 euro, che con l’Aca diventano 339 euro.
Attualmente nelle casse comunali dalla riscossione dei canoni idrici arrivano all’anno tra i 6,5 e i 7 milioni di euro. Applicando le tariffe Aca, i cittadini pagherebbero circa 13 milioni che non saranno più a disposizione del bilancio comunale.
“Non ci stiamo a pagare di più un servizio che diventerà sicuramente più scadente – dice Febo – visto che è lo stesso sindaco a lamentarsi, anche platealmente, della gestione Aca, di cui il Comune è socio”.
Per quanto riguarda, infine, la legge regionale che impone questo passaggio, secondo l’opposizione c’è spazio per una contestazione a livello giuridico. L’Assi (l’assemblea dei sindaci), ad esempio, potrebbe chiedere la creazione di un sub-ambito costituito da Chieti e dai centri vicini, da dare in gestione alla Teateservizi, che avrebbe tutte le carte in regola per una simile operazione.





