L’AQUILA – “Mi sono dimesso per oppormi allo sfascio del territorio e all’utilizzo speculatorio dei manufatti provvisori da parte di molti che sperano di sanare queste abitazioni provvisorie. Insomma mi sono immolato per la tutela del territorio”.

Così il consigliere comunale dell’Aquila del Partito democratico Vincenzo Rivera ha motivato le dimissioni dalla carica di presidente della commissione Bilancio presentate ieri nel corso della seduta del Consiglio comunale “per la mancata discussione di un ordine del giorno controfirmato dallo stesso sindaco e condiviso anche dalla minoranza sull’interpretazione autentica della delibera 58 sui manufatti temporanei a uso abitativo”.

Come sottolinea Rivera, “il documento chiarisce che non spetta a coloro che hanno ricevuto assistenza abitativa da parte del pubblico, progetto C.a.s.e., Map, affitti concordati e fondo immobiliare, chiedere la realizzazione di manufatti temporanei”.

Un fenomeno già oggetto di denunce che quindi potrebbe anche attrarre l’attenzione della magistratura.

“Il presidente del Consiglio comunale – spiega ancora Rivera – non l’ha accettata non ritenendola urgente, eppure l’ordine del giorno era firmato da tutti i presenti esclusi cinque consiglieri”.

La protesta ha avuto già qualche effetto: oggi la tematica sarà affrontata dalla Giunta comunale.

“Il mio – sottolinea Rivera – è stato anche un tentativo di far uscire la maggioranza di centrosinistra da una contraddizione sul tappeto da un anno per allontanare il pericolo di un mostro urbanistico, il risultato è che oggi in Giunta si parla proposta di ritiro che dovrà essere ratificata dal Consiglio comunale”.

In riferimento alle dimissioni, Rivera è disposto a ritirarle se il problema verrà risolto velocemente.

“Lo scenario che si prefigurerebbe qualora qualche consigliere intendesse indugiare ancora – prospetta – è quello di perdere la commissione Bilancio a vantaggio delle opposizione, una commissione importante che, se in mano al centrodestra, potrebbe portare anche a far cadere l’amministrazione: basta ricordare che, per esempio, se non viene adottato il bilancio preventivo entro termini improrogabili, la conseguenza è lo scioglimento del Consiglio comunale”.