L’AQUILA – “L’Aeroporto dell’Aquila? Tutto sta a verificare se è sostenibile, se lo è perché no, ma con risorse private: non ci possiamo permettere due aeroporti pubblici, altrimenti saremmo una regione ricchissima”.
Così il presidente della Regione, Gianni Chiodi, risponde ad AbruzzoWeb sul tema del blocco dello scalo commerciale aquilano a quattro giorni dall’inaugurazione prevista sabato prossimo.
Sulla lettera del capo di gabinetto del ministero per le Infastrutture Giacomo Aiello che ha rimpallato la mancanza di informazioni alla Regione, Chiodi non si esprime, “si tratta di uno scalo privato e la Regione ci ha speso solo 2 milioni di fondi Fas per infrastrutturarlo, ma la gestione è privata assieme al Comune dell’Aquila”.
Quanto alla possibile sostenibilità della struttura, il governatore non pone limiti, “sono sempre favorevole all’iniziativa privata” anche se dietro una sua sottolineatura si può leggere un lieve scetticismo: “Già un aeroporto noto e affermato come quello di Pescara ha la difficoltà ad avere un flusso di passeggeri tale da consentire l’equilibrio economico”.
Chiodi svela inoltre che “quando ero sindaco volevo realizzare a Teramo uno scalo simile a quello previsto per L’Aquila, ma poi i privati coinvolti ritennero che non ci fossero le condizioni e non si fece”.
Quanto al possibile, ennesimo duello L’Aquila-Pescara e le voci di un ostracismo dalla costa all’apertura di un impianto, specialmente ora che si va verso le elezioni regionali, il presidente spiega che “è sicuro che anche quello degli aeroporti sarà un tema di campagna elettorale, lì ci può entrare di tutto”.
“Le promesse si sprecano così come le fantasmagorie da ‘Qualunquemente’ (film di Antonio Albanese che con il personaggio Cetto Laqualunque scimmiotta i politici degli annunci, ndr) ma io non sono di quelli, da me non ci sarà quell’atteggiamento”.
Si apre la guerra tra la Regione Abruzzo e il governo nazionale sul blocco dell’apertura dell’Aeroporto dell’Aquila, dovuto a una lettera del capo di gabinetto del ministero dei Trasporti Giacomo Aiello all’Ente nazionale dell’aviazione civile (Enac) e scoperto ieri tra le polemiche, tanto che per sabato prossimo invece dell’inaugurazione ci sarà un grande evento di protesta.
Proprio in questa lettera Aiello ha fatto notare che, in sede di tavolo nazionale tra le Regioni, “nulla hanno rappresentato in relazione al nuovo aeroporto commerciale in parola per definire il Piano nazionale”, un concetto ribadito anche ieri nell’intervista esclusiva ad AbruzzoWeb: “nessuna Regione ci ha parlato dell’Aeroporto dell’Aquila”.
Ma l’assessore regionale ai trasporti Giandonato Morra, interpellato da questo giornale, non ci sta a passare per quello che si è ‘dimenticato’ del capoluogo: “Quella di Aiello è una battuta infelice”, sbotta.
“La cabina di regia nazionale si è occupata solo delle problematiche degli aeroporti riconosciuti di interesse nazionale, che sono 24, più altri 12 ‘comprensive’, tra questi ultimi c’è anche quello di Pescara – spiega – Si è parlato di creare parcheggi di scambio, ammodernare piste eccetera, non si è parlato di nessun aeroporto privato comunale, nessuna Regione lo ha fatto, non solo noi”.
Morra evidenzia che “la politica nazionale è collegata alle norme europee, addirittura hanno ammonito le Regioni degli aeroporti con problemi a metterli in sinergia o chiuderli, l’argomento era un altro, dall’oculista non ti fai visitare il ginocchio, l’Aeroporto dei Parchi non ci entrava nulla”.
Anche perché, e qui l’assessore rispecchia le parole di ieri del sindaco del capoluogo, Massimo Cialente, “la Regione non ha alcuna potestà su quella struttura, se ne devono occupare il Comune dell’Aquila e gli altri enti autorizzativi come l’Enac”.
Morra entra anche nel merito della creazione nel capoluogo di regione di uno scalo commerciale.
“L’Aquila ha notoriamente una grande potenzialità per la protezione civile, l’aviazione sportiva, vocazioni riconosciute e in crescita – premette – Se poi si riescono a fare piccoli collegamenti commerciali, se ne ha la forza economica, ben venga”.
Un leggero scetticismo, tuttavia, emerge. “Ritengo difficile – prosegue Morra – che lo scalo di Preturo possa avere una continuità commerciale. Se si pensa a una o due linee, invece, penso che si possa fare attraverso un socio privato con una parte pubblica”.
L’assessore ricorda che “per sostenere un aeroporto sono necessari 800 mila passeggeri l’anno e già Pescara, che non li raggiunge, è finita tra quelli ‘comprensive’, più che altro per un discorso di territorialità”.
A proposito di Pescara, si evoca una sorta di ostracismo della città adriatica all’ipotesi che in regione possa aprire un nuovo aeroporto, pur di ridotte dimensioni.
“Il piccolo Abruzzo dovrebbe avere capacità di dialogo e mettere insieme quello che c’è, fare addizioni e non sottrazioni, invece qua tutti combattono il vicino di casa – sospira Morra – Dovremmo trovare sinergie ricordando che sono due cose diverse: Pescara e Preturo non c’entrano niente l’una con l’altro”.
Diventa uno scontro tra L’Aquila e Pescara la vicenda dello stop al volo inaugurale dello scalo del capoluogo, previsto per sabato prossimo, dopo l’altolà ricevuto dal ministero delle Infrastrutture che ha chiesto ulteriore documentazione.
Per la senatrice Federica Chiavaroli, del Popolo della libertà ma che si firma già come esponente della rediviva Forza Italia, in Abruzzo “è già presente l’aeroporto di Pescara, che con l’attuale crisi fatica a raggiungere la fatidica soglia di 1 milione di passeggeri che consentono l’equilibrio economico di uno scalo”.
“Peraltro – aggiunge in una nota – non si comprende, in un periodo di spending review, come possa sostenersi, senza aver fatto tutte le opportune verifiche anche economiche, l’apertura di un nuovo scalo a L’Aquila, che dista solo un’ora da Roma”.
Per questo il dicastero, secondo la Chiavaroli “ha fatto bene a chiedere i dovuti approfondimenti all’Enac prima di autorizzare l’apertura del nuovo aeroporto dell’Aquila”.






