PESCARA – Rinvio di nove mesi, al 16 giugno del 2014, per lo sciopero nazionale degli avvocati, del processo davanti al giudice monocratico del Tribunale di Pescara Laura D’Arcangelo, per le 12 persone accusate di avere realizzato una lottizzazione abusiva di terreni in una zona agricola nel comune di Città Sant’Angelo (Pescara).
Nel frattempo è stata disposta l’interruzione dei termini di prescrizione.
Si tratta di nove proprietari e tre tecnici privati: geometri ed architetti, nella loro funzione di progettisti e direttori dei lavori.
Nell’udienza odierna era in programma l’avvio della fase dibattimentale, con l’audizione del consulente tecnico nominato dalla procura e delle parti civili, assistite dagli avvocati Wania Della Vigna e Guido De Luca del foro di Teramo.
Fase dibattimentale che, dunque, slitta a giugno dell’anno prossimo. L’inchiesta, coordinata dal pm Valentina D’Agostino, ha preso il via da un esposto alla procura presentato dai proprietari del terreno confinante con quello su cui sarebbe stato commesso il presunto abuso, i fratelli Donato, Adriano e Giuseppe Comignani.
I tre, attraverso l’avvocato Della Vigna, hanno denunciato la realizzazione di una “new town”, una sorta di cittadina urbana, senza né requisiti né servizi. Nella zona di via Colle di Moro, ora denominata Strada delle Terme, un’area agricola e con vincoli ambientali di ben 23 ettari di terreno, per l’accusa sarebbe stata trasformata di fatto in zona urbanizzata, con oltre 12 ville.
A proprio supporto, intanto, fuori udienza, i legali dei fratelli Comignani hanno conferito un incarico tecnico all’architetto Margherita Aledda, che si è occupata nel recente passato delle vicende riguardante i crolli causati dal terremoto dell’Aquila. Lo sciopero degli avvocati contro le riforme del Governo, cominciato ieri, proseguirà sino al prossimo 20 settembre





