LANCIANO – Probabilmente non lo ricordava più neanche lui che nel lontano 1988 aveva scritto all’Inps per avere informazioni su una ricongiunzione di contributi.

Dev’essere stata una sorpresa non da poco per il signor Antonio Francia di Lanciano (Chieti) quando nella buca delle lettere ha trovato la risposta dell’ente previdenziale, arrivata con un “ritardo” di ben 25 anni.

Lo scorso 30 agosto quanlcuno della sede Inps di Chieti ha deciso di togliere la polvere da quella domanda e rispondere alla richiesta.

A segnalare la vicenda di paradosso burocratico tutto italiano è Nuovo Senso Civico, cui è associato il protagonista o meglio la vittima della storia che racconta: “ho cominciato a lavorare a Frisa da giovanissimo, alternando agli studi attività saltuarie da elettricista, o nelle segherie facendo cassette,oppure nei cantieri, fin quando non ho preso servizio come dipendente del Comune di Lanciano. Allora, su suggerimento di alcuni colleghi, il 28 ottobre 1988 ho fatto domanda all’Inps per accorpare in un’unica cassa i contributi dei miei precedenti lavori con quelli Inpdap: una procedura onerosa ma che mi avrebbe anticipato la pensione. Da allora ho atteso fiducioso che l’Istituto mi inviasse moduli da compilare, anche con somme in conguaglio da versare, ma, niente”.

A fine agosto di 25 anni dopo gli è giunta la risposta, sintetica e perentoria: “La sua istanza non può essere accolta, non risulta versata contribuzione”.

Magari, se Antonio fosse stato avvisato prima, avrebbe potuto sanare la sua posizione, mentre ora se volesse insistere nel ricongiungimento dovrebbe pagare di tasca propria e tutto in poche tranche.