CHIETI – Grosso guaio giudiziario per il maxi bando da 50 milioni di euro in 9 anni per la gestione dei servizi di manutenzione dell’Università d’Annunzio di Chieti-Pescara, una commessa importante per l’azienda vincitrice che si aggiudicherà le “chiavi” per il motore delle sedi dell’Ateneo.
Il provvedimento varato dal direttore generale Filippo Del Vecchio è stato infatti bloccato da una sentenza del tribunale amministrativo regionale e dovrà essere congelato, anche se al momento restano ancora numerosi punti oscuri nella vicenda, considerato che tutti i protagonisti si sono rifiutati di parlarne.
Inoltre, il provvedimento è una “sentenza breve”, il cui testo completo, peraltro, non è al momento ancora disponibile. Proprio la tipologia di sentenza, comunque, lascia pensare a una fondatezza del ricorso ritenuta chiara ed evidente dal collegio giudicante.
I giudici del Tar Pescara hanno dato ragione alla Siram Spa, la ditta che ha avanzato il ricorso contro il bando, tra l’altro a gara ancora non espletata. Stando a quanto si è appreso, l’azienda avrebbe riscontrato vizi di forma che non permettevano a tutti i partecipanti di concorrere in maniera equa.
L’avviso di gara è stato pubblicato il 3 luglio di quest’anno. Solo un mese dopo, il 7 agosto, è stato depositato il ricorso contro l’ateneo. Qualche giorno fa, infine, è arrivata la sentenza del Tar di Pescara, che di fatto blocca tutto il procedimento.
Bocche cucite dall’azienda, dove per il momento tutto tace: contattato da questo giornale, l’ufficio legale ha rimandato qualsiasi commento all’inizio della prossima settimana, non fornendo chiarimenti sulle ragioni che hanno portato all’azione legale.
Anche gli avvocati coinvolti nella vicenda si sono resi irrintracciabili. Il rettore teatino, Carmine Di Ilio, ha affermato invece di essere a conoscenza dell’esistenza di questa vicenda ma solo a grandi linee, evitando commenti in attesa di informarsi meglio.
Eppure si tratta di un bando di un certo peso: 50,2 milioni di euro complessivi spalmati su 9 anni, compresi gli eventuali 24 mesi di prosecuzione contrattuale. L’importo annuo presunto è di 5,6 milioni che verranno stanziati all’azienda aggiudicataria.
L’appalto ha per oggetto l’affidamento della gestione integrata dei servizi immobiliari e servizi energetici: manutenzione impianti e strutture edili, servizio di energia, compresa la fornitura del combustibile, pulizia e igiene ambientale, di manutenzione aree verdi e lavori straordinari a misura.
Tra i requisiti richiesti per la partecipazione c’era quello di aver realizzato negli ultimi tre esercizi finanziari approvati un fatturato specifico per l’esecuzione di servizi integrati e/o global service analoghi a quelli oggetto della gara, svolti in ambito pubblico o privato, d’importo pari o superiore a 16,7 milioni di euro.
Le buste si sarebbero dovute aprire il 10 settembre. Cinque giorni prima, però, i giudici Michele Eliantonio (presidente), Massimiliano Balloriani (relatore) e Pietro De Berardinis (consigliere) si sono riuniti e l’11 è arrivato il parere, che blocca la procedura.



