L’AQUILA – Il Consiglio regionale nella seduta di oggi ha dato il via libera a un emendamento che consente al presidente della Regione, Gianni Chiodi, di fissare la data delle elezioni anche oltre i termini previsti dallo Statuto, cioè il 15 marzo 2014, in modo da uniformarsi alle norme statali in materia di finanza pubblica.
Il tutto come stabilito da un parere dell’avvocatura dello Stato a cui si era rivolto il ministero dell’Interno, che a sua volta aveva ricevuto un quesito dallo stesso Chiodi e dal presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano.
L’ipotesi è quella di votare in concomitanza con l’election day del 25 e 26 maggio prossimi, in concomitanza con le elezioni europee.
Su questa data si è espresso negativamente il capogruppo del Pd, Camillo D’Alessandro, per il quale bisogna votare nel prossimo mese di marzo visto che “sono scaduti i termini per votare a novembre e visto che andare alla urne nella prossima data possibile, il 15 dicembre, significherebbe condannare l’Abruzzo a subire il fenomeno dell’astensionsimo buttando circa 8 milioni di euro per elezioni da partecipazione dimezzata”.
D’Alessandrdo ha spiegato di aver proposto una data a marzo a Chiodi, che deve decidere sentito Pagano e d’intesa con il presidente della Corte d’Appello, il magistrato Stefano Schirò.
L’argomento da settimane provoca polemiche in entrambi i poli per la mancata decisione di Chiodi.





