LANCIANO – Alla fine Pasquale Di Nardo ci ripensa e decide di non entrare all’Emiciclo (al posto della neo senatrice pidiellina Federica Chiavaroli) ma di rimanere alla guida della Sangritana, azienda di trasporto a capitale regionale, la cui presidenza è incompatibile con l’incarico di consigliere.  

“Due giorni fa – ha detto Di Nardo stamane in conferenza stampa – ho scritto una lettera al governatore Gianni Chiodi e al presidente del Consiglio, Nazario Pagano, per annunciare che ho rinunciato a sedere tra i banchi dell’assemblea regionale per poter rimanere alla Sangritana”.

Una scelta “di cuore, di campo e di territorio”, così l’ha definita Di Nardo, non certo “di tasca”, visto che da consigliere regionale avrebbe guadagnato oltre il doppio, anche se, ormai siamo a fine legislatura.

Un repentino dietro-front, visto che Di Nardo aveva comunicato agli uffici la sua adesione al Popolo della libertà, come è possibile rilevare dal sito ufficiale del Consiglio regionale.

Al posto di Di Nardo dovrebbe entrare l’ex sindaco di Miglianico (Chieti) Nicola Mincone, attualmente consigliere provinciale del gruppo Grande Sud. Ma se per Mincone si apre una opportunità, se ne chiudono tante altre per chi, nell’ambito del centrodestra locale, guardava già con interesse al posto che sarebbe rimasto vacante in Sangritana.

Sembra siano rimasti molto contenti, invece, i dipendenti della società di trasporto. Tanto è vero che una parte dei circa 350 addetti ieri, non appena si è sparsa la notizia, ha organizzato una festa a sorpresa nella centralissima sede lancianese con tanto di torta e spumante per brindare.

Alla guida di Sangritana da quattro anni, Di Nardo dice di avere una serie di progetti cui tiene particolarmente e che vuole portare avanti per vedere realizzati.

Innanzitutto il collegamento con Bologna centrale per il trasporto passeggeri (il trasporto merci è assicurato da tempo). Proprio in vista di questa possibilità, Sangritana da tre anni sta testando la macchina aziendale organizzando treni speciali sia per il Meeting per l’amicizia tra i Popoli di Rimini che per il Motor Show di Bologna.

PRESENTATI TRENI SPECIALI PER MEETING RIMINI

È proprio per presentare i treni speciali per il Meeting di Rimini di quest’anno (dal 18 al 23 agosto) che Di Nardo ha indetto per questa mattina la conferenza stampa in cui ha reso noto che sarebbe rimasto in Sangritana.

I treni speciali partiranno da Termoli in Molise alle 7.35 e arriveranno a Rimini Fiera alle 10.59. Al ritorno la partenza è da Rimini alle 20.48 e l’arrivo a Termoli a mezzanotte e 18. Sono previste fermate in tutte le stazioni della costa abruzzese, compresa Fossacesia (Chieti) che l’anno scorso non c’era, c’è poi una fermata ad Ancona nelle Marche, una a Rimini e l’ultima a Rimini Fiera.

Tra le novità di quest’anno c’è anche la possibilità di prenotazione on line. Apprezzamento per l’iniziativa è stato riconosciuto con una lettera ufficiale degli organizzatori del Meeting 2013.   

“Questo progetto è importante – ha spiegato il presidente Sangritana – soprattutto in vista di quello per poter arrivare con i nostri treni per il trasporto passeggeri a Bologna Centrale. Da tre anni abbiamo dimostrato che siamo in grado di farcela, anche con tempi di percorrenza competitivi sul mercato”.

Macchinisti e capotreni della Sangritana, andando a Rimini e poi a Bologna per il Motor Show sono in grado di mantenere le cosiddette “competenze”, ovvero le necessarie autorizzazioni. Ma se Di Nardo ha ringraziato Rete ferroviaria italiana, proprietaria delle infrastrutture, per l’ottima traccia (vale a dire gli orari messi a disposizione) concessa in occasione del Meeting, il presidente non può certo fare altrettanto per quanto riguarda il progetto dell’approdo a Bologna.

Rfi, infatti, ha concesso a Sangritana solo l’arrivo a Bologna Arcoveggio, una stazione decentrata e mal collegata con Bologna Centrale, motivando il diniego con la realizzazione della stazione sotterranea per l’impiego dell’alta velocità, finché non saranno conclusi i lavori non si possono accettare treni regionali nella stazione principale.

È dunque questo il motivo che tiene al palo l’ambizioso progetto Sangritana di collegamento dell’Abruzzo, escluso dall’alta velocità, con il principale hub con il centronord e le linee dell’alta velocità. Di Nardo ha assicurato ad AbruzzoWeb di non volersi assolutamente arrendere: “Ho avuto già contatti a riguardo con il ministro competente Maurizio Lupi, che tra l’altro conosce bene la situazione di questo territorio visto che la famiglia d’origine arriva da Fossacesia”.

Ma non c’è solo il progetto di Bologna: “Da cinque mesi stiamo mettendo in piedi con altre imprese ferroviarie nazionali una possibile attività a mercato che colleghi Bari ad Ancora, la settimana prossima saremo a Roma con altre due imprese ferroviarie per elaborare il progetto”.

E poi c’è anche l’iniziativa del “tram-treno”, ovvero la riqualificazione della vecchia infrastruttura feroviaria che parte da Castelfrentano (Chieti) e arriva a San Vito Marina (Chieti) che verrà utilizzata a servizio di una metropolitana di superficie leggera: “Questo anche in considerazione di esperimenti fortunati fatti in alcune regione d’Europa che hanno consentito il riutilizzo di antiche infrastrutture per cui ci sarebbe stato anche un costo aggiuntivo per essere smantellate”.

Il “tram- treno” partirà da Castelfrentano attraverserà Lanciano (Chieti), Treglio (Chieti), Rocca San Giovanni (Chieti) e arriverà a San Vito. Ci sarà anche una fermata davanti all’uscita del casello autostradale di Lanciano dove sarebbe ipotizzabile un parcheggio di scambio.

Un’altra iniziativa da realizzare è quella di una stazione-passeggeri davanti ai cancelli della Sevel di Atessa (Chieti), progetto approvato in via definitiva due settimane fa e che sarà pronto nell’arco di due anni e mezzo, essendo in via di approvazione la trasformazione della infrastruttura che oggi è utilizzata solo per le merci.

“Per Sevel e tutte le altre realtà industriali della Val di Sangro abbiamo fatto molti sforzi – ha detto Di Nardo – abbiamo ad esempio acquistato due locomotori per continuare le attività di trasporto merci a servizio della vallata industriale e in modo particolare di Sevel. Solo nel 2012 abbiamo movimentato per Sevel 44 mila carri merci per portare i furgoni, abbiamo composto e trasferito dai cancelli della fabbrica alla stazione di Torino di Sangro (Chieti) 1.400 treni completi e ne portiamo 340 completi fino a Alessandria”.