ATRI – Slitta con estrema probabilità al 2014 il voto per le prossime elezioni regionali.

Tre le ipotesi sul tavolo: gennaio, ma con ipotizzabile slittamento, marzo oppure maggio, per allinearsi alle Amministrative. Perde quota invece l’opzione di questo novembre.

È questo il dato che emerge dopo il vertice di maggioranza che si è tenuto ieri ad Atri (Teramo) per parlare della data del voto ma anche di altri temi dell’agenda politica.

Una riunione fiume, durata 6 ore, con tanti presenti e qualche assenza, in cui comunque non si è deciso nulla ma sono emerse solo preferenze.

C’era la maggior parte dei consiglieri di centrodestra, assenti invece Nicoletta Verì, gli assessori Mauro Febbo e Angelo Di Paolo e il vice presidente del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis.

Non c’era il coordinatore regionale del Popolo della libertà, Filippo Piccone, mentre c’era il vice Fabrizio Di Stefano.

A un rapido sondaggio è emerso chiaramente che la stragrande maggioranza dei consiglieri di centrodestra vuole votare a marzo 2014.

A fare eccezione, Lorenzo Sospiri, l’assessore Mauro Di Dalmazio e lo stesso Di Stefano che sono più propensi a votare presto, il prossimo mese di novembre, così come il presidente della Regione, Gianni Chiodi.

Quest’ultimo, tuttavia, da quanto si apprende si sta cominciando ad allineare davanti alla folta maggioranza che preme per far scivolare tutto all’anno nuovo.

Chiodi, comunque, non dimentica che c’è un bilancio da approvare: anche il prossimo sarà lacrime e sangue e il governatore vorrebbe votare prima per non dare sensazione di malcontento agli elettori per i tagli che saranno necessari.

C’è poi la posizione del presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, che nei giorni scorsi ha indicato due fattori decisivi per fissare la data del voto: garantire la massima affluenza e l’economicità per risparmiare circa 10 milioni di euro.

Considerando questi due indicatori, tuttavia, la prima data utile sarebbe allineare il voto alle elezioni amministrative di maggio.

Al netto di queste considerazioni emerge una terza ipotesi, un po’ complicata ma che potrebbe mettere tutti d’accordo almeno per un po’: che le elezioni si fissino a gennaio e poi intervenga il prefetto dell’Aquila per una correzione, viste le esigenze.

Nel corso del vertice si è parlato anche della variazione di bilancio che dovrà seguire alla bocciatura delle leggi osservate dal governo lo scorso marzo, il bilancio di previsione e la finanziaria.

Per alcune voci per cui era stato previsto di pescare i fondi dalla retribuzione individuale di anzianità sarà necessario trovare un’altra copertura.