L’AQUILA – Il giorno dopo l’elezione di Paola Inverardi come nuovo rettore dell’Ateneo dell’Aquila è già scontro sull’insediamento e il perfezionamento della successione all’uscente Ferdinando Di Orio.
Già la sera dell’elezione, arrivata battendo Maria Grazia Cifone, il leader degli oppositori, Sergio Tiberti, ha invocato le dimissioni immediate, indicazione che Di Orio non sembra disposto a seguire, volendo aspettare la scadenza naturale di fine settembre del mandato che è durato 9 anni ed è già stato prorogato due volte.
Impossibile chiedergli lumi sulla vicenda, visto che, nonostante le ripetute sollecitazioni di AbruzzoWeb con telefonate e sms per ottenere un’intervista, il rettore non ha voluto parlare, non rispondendo e anzi, rifiutando le chiamate.
Quanto alla neo eletta, per ora resta ferma sulle tempistiche istituzionali: “Il mio insediamento ci sarà il 1° ottobre, nel frattempo Di Orio potrà valutare il da farsi”, non sbilancia la ‘dorotea’, definizione di Tiberti.
Proprio uno degli scenari più chiacchierati sul futuro del rettore lo vorrebbe pronto a tornare alla guida di quella che era la facoltà di Medicina e oggi è dipartimento.
Se non fosse che a quel posto c’è già, da circa un anno e per altri due, proprio la sconfitta Cifone (che nel 2004 successe a Di Orio alla guida della facoltà) che, da quanto si apprende, non ci pensa nemmeno a lasciare strada al suo vecchio mentore, come paiono confermare le parole rilasciate a questo giornale che, però, assolvono Di Orio: “Vuole prendere il mio posto? Sono menzogne”.
Intanto anche gli oppositori devono riorganizzarsi. Ora che è capitolato il nemico pubblico numero uno, al di là delle rappresentanze negli organi accademici saranno anche loro a dover governare l’Ateneo, aiutando la svolta di apertura tanto desiderata dalla Inverardi.
Ma non è detto che l’energia di alcuni esponenti possa collimare con la pacatezza anche ferma della neo eletta. Che, però, ha raggiunto l’ambito traguardo anche grazie alle picconate continue di Tiberti, da due anni a questa parte un vero mastino contro Di Orio in particolare e i dioriani in generale.
Inoltre, già dal party di festeggiamento si è registrato tra i docenti che celebravano il risultato qualche oppositore dell’ultim’ora, già noto come dioriano in passato: figure ondivaghe che saranno altrettanto difficili da gestire.
CIFONE: “DI ORIO AL MIO POSTO? MENZOGNE”
“Sto bene, sono molto serena”. Ha un filo di voce ma risponde a tutte le domande Maria Grazia Cifone.
Valutando i risultati, “mi aspettavo di mantenere quella posizione e i voti acquisiti nelle precedenti tornate – spiega – almeno ci speravo”.
Tono più infastidito se le si chiede se queste elezioni si potevano vincere, oltre che perdere. “Non capisco perché questa domanda – sibila – le persone hanno votato secondo scienza e coscienza, almeno lo ha fatto chi ha sostenuto me, e in maniera forte. È stato un voto libero, molto convinto”.
Quello che la Cifone tiene a sottolineare, nonostante la sconfitta, è “l’importante sostegno delle tre componenti”, in particolare gli studenti che l’hanno votata in massa in tutti e tre i turni, per quanto, secondo gli oppositori, teleguidati dal volere dioriano.
Non dà fastidio alla prof, invece, il clima da stadio per festeggiare l’esito delle elezioni. “Non c’è problema, abbiamo festeggiato anche noi in passato”.
E Di Orio che per alcuni vorrebbe tornare in sella a Medicina? “Menzogne, io resterò al dipartimento, è quello che mi chiedono i colleghi, da oggi c’è una processione di docenti che sono felici. Ho cominciato il 1° luglio 2012 e il mio incarico dura tre anni”.
INVERARDI: “CON DI ORIO ANCORA NON PARLO”
“Sono venuta a Roma a lavorare, non ci si ferma mai”, risponde invece più trafelata la Inverardi, di ritorno dalla Capitale, e assicura di aver “dormito bene”.
“Con Di Orio non ho ancora parlato – svela – non mi ha chiamato e non ho avuto modo di parlarci, magari ci sentiremo nei prossimi giorni”.
Parlando anche di dimissioni anticipate? “Vedremo, qualcuno le chiede, al momento sono impreparata a parlare di questo aspetto”.
C’è anche la presidenza della Fondazione universitaria che, al momento, resta a Di Orio. Cambierà? “Prematuro anche parlare di questo, a tempo debito parleremo di tutto”.



