L’AQUILA – “Nonostante il nostro impegno sin dai primi giorni per l’emergenza, ai nostri studenti, allo stato attuale, non vengono garantiti neanche i servizi basilari”.

Lo ha detto il rettore dell’università dell’Aquila, Ferdinando di Orio, in relazione alle difficoltà sperimentate in questa fase delicata a 18 mesi dal terremoto che ha colpito L’Aquila.

“Oltre 8000 tra i nostri studenti sono pendolari – ha spiegato – in tanti sono costretti a fare tra due e quattro ore al giorno di autobus. In condizioni del genere come si può pensare alla carriera universitaria?”.

Per il rettore, il problema principale resta quello degli alloggi. “Sono solo poco più di 200 i posti letto che riusciamo a garantire ai nostri studenti – ha detto – e la nuova casa dello studente che il ministro Gelmini ci aveva promesso la stanno costruendo altrove”.

Nell’analisi del rettore ci sono anche l’erogazione a singhiozzi del servizio mense e il problema dei trasporti.

“Il Comune non si fa carico dei problemi dei collegamenti tra i vari poli didattici – ha sottolineato di Orio – e siamo stati costretti ad affittare un servizio privato con le navette, salvo subire un ricorso da parte dell’Ama, titolare del servizio trasporti in città. L’amministrazione cittadina – ha concluso il rettore – è responsabile sui ritardi col Centro Eni”.

PARTITO PROGETTO PER VOTARE I SERVIZI

L’AQUILA – È partito ieri all’Università dell’Aquila il progetto “Mettiamoci la faccia”, proposto dal ministero della Pubblica amministrazione e accolto già da sette Università italiane.

All’Aquila l’iniziativa ha avuto il suo effettivo inizio, che prevede dei computer  touch screen posti agli sportelli, attraverso i quali gli studenti possono esprimere il loro giudizio al servizio offerto dalla segreteria.

“Ieri 225 studenti dell’Università aquilana hanno sperimentato per la prima volta questo nuovo metodo, e per 89 per cento il giudizio per il servizio offerto dagli operatori è stato positivo. Sarà difficile mantenere una media così alta ma ci proviamo”, ha detto Pietro Di Benedetto, responsabile del progetto, oggi durante la presentazione.

Presente alla conferenza anche il rettore Ferdinando di Orio. “Gli studenti sono la nostra ragione di essere, è quindi per loro che dobbiamo lavorare, cercando di capire quali sono le loro esigenze e richieste. E il progetto ‘Mettiamoci la faccia’ è sicuramente un modo per dare ascolto anche alle loro lamentele e migliorare i servizi”.

Gli uffici in cui è stato attuato il servizio  sono la segreteria studenti, l’ufficio tasse studentesche e quello delle relazioni internazionali. Al termine delle operazioni, l’operatore attiva lo schermo touch screen e dal quel momento lo studente ha 30 secondi di tempo per esprimere il proprio giudizio.

Le possibilità sono 3: faccina verde, gialla o rossa. Se lo studente digita la faccina rossa, che indica insoddisfazione del servizio, si aprono quattro macroaree a cui lo studente risponde per far comprendere meglio il motivo della sua insoddisfazione al servizio.

“È un’iniziativa importante  – ha affermato il direttore amministrativo dell’Università, Filippo Del Vecchio – perché i nostri studenti dopo il terremoto stanno subendo già notevoli disagi”.

“Vogliamo monitorare costantemente il servizio che offriamo attraverso i nostri sportelli – ha concluso – e ascoltare studenti e operatori per capire cosa c’è da migliorare. Inoltre siamo in contatto con le altre segreterie italiane che hanno aderito al progetto, per mantenere un confronto costruttivo”.