L’AQUILA – Il corso di laurea in Scienze dell’investigazione, presieduto dal professore Francesco Sidoti, ha sin dall’inizio sottolineato l’importanza della leale collaborazione in ambito internazionale, come raccomandato da Giovanni Falcone e realizzato nell’operazione ”Pizza Connection”.
In questa luce, oggi nei locali dell’ex facoltà di Medicina dell’Aquila, primo piano, piazza Salvatore Tomasi, accanto all’Ospedale, per l’ultimo incontro nell’ambito delle lezioni del corso di laurea in Scienze dell’investigazione, è stato presentato un’overview del Ncis, il leggendario Naval Criminal Investigative Service, law enforcement agency tra le più note nel mondo.
È un’agenzia che opera su 40 paesi e che dal centro di Napoli sovraintende alle attività che si svolgono in Europa e nelle aree limitrofe, dall’Islanda alla Turchia, da Israele all’Africa.
Il modello del Ncis è in più profili istruttivo per il corso di laurea in Scienze dell’Investigazione: mette insieme investigazione e intelligence, prevenzione e collaborazione con i magistrati.
Alcuni aspetti sono degni di un’analisi particolare, come la forte presenza di agenti federali civili o l’indipendenza prevista istituzionalmente, soprattutto nei confronti della propria struttura di servizio.
All’Aquila il modello di sicurezza del Ncis sarà descritto da alcuni suoi rappresentanti istituzionali, venuti appositamente dalla sede centrale di Napoli, quella stessa che presiede alle operazioni in Europa, nel Mediterraneo, nell’Africa.
Questo ultimo incontro chiude l’esperienza di un corso di laurea che ha portato all’Aquila migliaia di iscritti all’Università e alla città, con un’attenzione e una partecipazione che (come confermato sino alla fine) non sono state soltanto locali e provinciali.



