L’AQUILA – Il Comune dell’Aquila non ha ancora convocato il tavolo per arginare il fenomeno sulle demolizioni selvagge, eseguite a casaccio o senza le necessarie misure di sicurezza.
L’accusa arriva da Appello per L’Aquila, in una nota che chiama in causa in particolare l’assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano ma anche il collega di Giunta Roberto Riga.
Nelle scorse settimane AbruzzoWeb più volte ha posto l’accento sulle proteste dei cittadini della zona della Villa comunale, che hanno minacciato anche di riunirsi in comitato e agire contro le ditte che se ne infischiano delle prescrizioni.
LA NOTA COMPLETA
Alcuni cittadini nelle settimane scorse ci hanno segnalato che molte demolizioni private non sarebbero effettuate con le misure di sicurezza previste per evitare la dispersione di polveri in atmosfera e il conseguente rischio di gravi danni per la salute di tutti noi.
Di conseguenza, su sollecitazione nostra e di L’Aquila che vogliamo, l’assessore Pietro Di Stefano si impegnò a mezzo stampa a convocare un tavolo di coordinamento con Asl e Arta per stabilire un protocollo che preveda procedure di controllo sistematico e preventivo di tutte le demolizioni private.
Che nessuno finora ci avesse mai pensato è già di per sé sconcertante ma, come si dice, meglio tardi che mai. Fatto sta che agli annunci, come troppo spesso accade, non sono seguiti i fatti: nessun tavolo a oggi risulta convocato.
Dunque chiediamo che immediatamente gli assessori competenti, Riga e Di Stefano, convochino finalmente il tavolo con Asl e Arta, ne diano evidenza e partecipazione pubblica in modo che chi voglia possa assistere per sentire quali decisioni verranno prese.
Sarebbe opportuno che intervenisse anche l’Associazione dei costruttori (Ance) che sarà sicuramente interessata a far in modo che tutti i suoi associati rispettino le procedure visto che la salute dei lavoratori e dei cittadini viene prima del profitto. E per questo dovrebbe vigilare.
Insomma, per una volta, emerso un problema lo si vuole risolvere rapidamente senza troppe chiacchiere? Lo si faccia subito allora, la pazienza e la salute dei cittadini non possono più aspettare.



