L’AQUILA – “L’unico indispensabile per il movimento e il futuro partito di Futuro e libertà per l’Italia è Gianfranco Fini. Se Castiglione si ritrova più nel Pdl che in Fli è un problema suo, una sua scelta”.

Proprio nelle ore in cui il vice presidente della Giunta regionale, Alfredo Castiglione, annunciava l’addio definitivo a Fli per tornare nel Pdl, l’onorevole Giampiero Catone teneva all’Aquila una conferenza stampa per presentare l’adesione del consigliere comunale Enrico Verini, ex Margherita, ex Ld, ex lista civica Rialzati L’Aquila, al neonato gruppo di Fli.

Catone, la cui nomina a coordinatore regionale per il comitato costituente di Fli ha suscitato polemiche a non finire e incendiato il dibattito tutto interno alla nuova componente finiana del panorama poltiico regionale e italiano, ha tenuto a specificare di non aver mai fatto dichiarazioni contro Castiglione, ma che il suo aut aut (o coordinatore o niente) non era accettabile.

“Mi si viene a dire che c’è una ribellione: ma di che cosa stiamo parlando? – ha attaccato – Io non ho mai fatto strappi con Castiglione. Non ho mai fatto dichiarazioni contro Castiglione. Ci aguriamo che continui a lavorare per Fli in Giunta, poi se è responsabile di Generazione Italia non c’è alcuna preclusione”.

Queste le parole di Catone, ufficialmente non ancora a conoscenza dell’addiodi Castiglione.

“Ieri – ha aggiunto Catone – Nasuti ha detto che occorre tranquillità: Nasuti fa parte del movimento di Gi non della ‘Discussione’. Da parte nostra non c’è stato alcuno strappo, ma se a priori si dice ‘O faccio io, o comando io oppure vado via’, non va bene. L’unico indispensabile al progetto di Fli è Gianfranco Fini, scendendo giù tutti sono utili, ma nessuno è indispensabile”.

Catone, esponente di punta del movimento ‘La Discussione’, ha poi spiegato che Castiglione rappresentava una sola corrente interna a Fli, e pertanto non aveva alcun diritto ad arrogarsi il driitto di rivendicare il ruolo di coordinatore.

“Castiglione è, o era, visto che si è dimesso – ha ricordato – il coordinatore regionale di Generazione Italia, non di Libertiamo, della Discussione o di altre anime di Futuro e libertà. Era il coordinatore di una delle correnti di Fli”.

“Al nostro movimento – ha aggiunto – fanno riferimento consiglieri regionali di Cosenza o in Campania: non per questo diventano necessariamente coordinatori regionali. Così come non lo diventano i referenti di Generazione Italia che sono in altre province. Perché a Napoli, città natale dell’onorevole Italo Bocchino, non è diventato un esponente di Generazione Italia il coordinatore di Fli?”.

“Io – ha concluso – sono l’attuatore delle decisioni di un tavolo politico regionale: devo tenere conto di questo tavolo cui fanno riferimento più componenti. Bisogna tenere conto di tutte le realtà territoriali che sono presenti sul territorio”. (g.a.)