L’AQUILA – Rischio spaccatura del Pd in Abruzzo dopo le critiche alla scelta della senatrice Stefania Pezzopane, capolista alle ultime elezioni, di votare Stefano Rodotà al posto dell’abruzzese Franco Marini durante le votazioni per eleggere il presidente della Repubblica.
Ieri aveva affermato: “non posso accettare di passare per traditrice della mia terra”.
Oggi, parla attraverso una lunga nota: “un popolo di centrosinistra deluso e spaesato; un elettorato Pd che strappa o riconsegna le tessere; circoli occupati, ovunque, e il partito, o quello che ne rimane, che fa? Non trova di meglio che cercare un capro espiatorio e addita me come colpevole – è l’avvio – Neanche nel Pcus si assisteva a una simile caccia alle streghe”.
“Le ragioni del mio voto a Rodotà – prosegue – sono state esclusivamente politiche. Non ho voluto appiattirmi alle logiche di un gruppo dirigente, incapace di ascoltare. Un gruppo dirigente che ha scelto fin dal primo voto l’inciucio col Pdl, incomprensibile a milioni di nostri elettori, che votando come me per Pier Luigi Bersani avevano detto no al governissimo. A non votare Marini sono stati in 200, nei banchi della destra e della sinistra e non è stato certo il mio voto (che avrei potuto tacere, come hanno fatto in tanti) ad affossarlo. Non c’entra niente l’Abruzzo e tantomeno la ricostruzione dell’Aquila”.
“Io ho votato secondo coscienza e per profonde ragioni politiche Rodotà per i primi tre scrutini, al quarto scrutinio ho votato Romano Prodi, persona che stimo e su cui il partito sembrava aver ritrovato l’unità. Infine ho votato Giorgio Napolitano, che è stato la nostra ultima spiaggia, grazie agli errori del Pd”.





