L’AQUILA – Esportazioni in calo e oltre 1.000 imprese in meno nel primo trimestre 2013.
Sono questi i dati della crisi in Abruzzo resi noti in due distinti studi: il primo curato dal dal Servizio studi e ricerche di Intesa Sanpaolo per Banca dell’Adriatico, il secondo effettuato dal Centro regionale di studi e ricerche economico sociali (Cresa) delle Camere di commercio.
Quanto all’export gli unici dati positivi giungono dal mobilio, dai vini e dalla pasta di Fara San Martino (Chieti). Dati drammatici, invece, per il sistema della moda (-25%) e dal polo dell’innovazione tecnologica dell’Aquila (-13,9%).
EXPORT IN CALO
Subiscono ancora un calo nel 2012 le esportazioni dei cinque distretti industriali abruzzesi (-4,1% sul 2011). L’Abruzzo risulta essere una delle ragioni italiane maggiormente in difficoltà. Le criticità vengono confermate anche dai dati del quarto trimestre dell’anno che vedono i distretti chiudere l’anno in territorio negativo (-4,9% nel trimestre).
Questi i principali risultati che emergono dal Monitor dei distretti dell’Abruzzo curato dal Servizio studi e ricerche di Intesa Sanpaolo per Banca dell’Adriatico.
In particolare, a incidere negativamente su questa performance sono i risultati del sistema moda abruzzese (-25% la variazione tendenziale dell’ultimo trimestre del 2012 per l’abbigliamento sud abruzzese e -12,1% per quello nord), non controbilanciati dai buoni risultati conseguiti dal mobilio abruzzese (+9,4%), dai vini di Montepulciano (+5%) e dalla pasta di Fara (+7,1%). Risulta in difficoltà anche il polo Ict dell’Aquila (-13,9%).
Il punto critico è il settore moda mentre l’export della pasta di Fara registra un ulteriore incremento raggiungendo livelli di massimo storico (120 milioni di euro). L’export dei vini di Montepulciano, dopo anni di crescita ininterrotta, rimane fermo ai livelli del 2011 (anno migliore con 101 mln).
In ripresa l’export del mobilio abruzzese (+12,8% nell’anno) anche se ancora lontano dai livelli del 2008. Subiscono un calo le esportazioni dei distretti del sistema moda abruzzese rispetto al 2011 (-17,2% l’abbigliamento sud Abruzzese, -2,7% l’abbigliamento nord abruzzese) proseguendo nel trend di decrescita iniziato nel 2008.
“Perdurano nel 2012 le criticità per i distretti d’Abruzzo soprattutto per quelli del sistema moda, mentre registrano nuovi massimi storici i distretti della filiera alimentare – commenta Roberto Dal Mas, direttore generale di Banca dell’Adriatico – purtroppo il buon andamento del comparto alimentare non riesce a compensare le perdite subite negli ultimi anni dalle filiere dell’abbigliamento e dell’arredamento”.
SALDO NEGATIVO IMPRESE NEL PRIMO TRIMESTRE 2013
Meno 1.099 imprese in Abruzzo nel primo trimestre 2013: la differenza tra le 3.059 nuove nate e le 4.158 che risultano cessate. Si contraddistingue in negativo Chieti mentre le altre province mostrano valori meno pesanti Teramo, L’Aquila e Pescara.
È quanto riportato nel “Cresa Informa” numero 3 del 2013 che analizza dati Infocamere, il Sistema informativo delle Camere di commercio.
“Le 3.059 nuove imprese iscritte nel registro delle Camere di commercio rappresentano, in un periodo di crisi come quello attuale, un elemento fortemente positivo perché testimoniano che la voglia di fare impresa, nonostante le grosse difficoltà, è ancora ben radicata nel tessuto sociale regionale” afferma il presidente del Cresa, Lorenzo Santilli.
“Sarebbero necessari urgenti e concreti interventi per favorire la ripresa, sostenendo in particolare le piccole e medie imprese, la cui sopravvivenza risulta molto difficoltosa a causa dei ritardi nei pagamenti della pubblica amministrazione, della difficoltà di accesso al credito e della gravosità dei tassi di interesse imposti dal sistema bancario – afferma il direttore del Cresa, Francesco Prosperococco – Con una battuta si potrebbe dire che è un’impresa fare impresa”.
Al 31 marzo 2013 le imprese registrate abruzzesi si localizzano per il 31,2% del totale (46.463) nella provincia di Chieti, a Teramo 36.232 (24,3%). Nelle provincie di Pescara e L’Aquila rispettivamente 35.529 (23,8%) e 30.883 (20,7%).
La maggior parte dei settori di attività economica ha mostrato rispetto al IV trimestre 2012 un andamento negativo delle imprese registrate che, dal punto di vista assoluto, è stato particolarmente rilevante per le costruzioni (-492 imprese pari al -2,3%), per l’agricoltura (-405 imprese pari al -1,4%), per il commercio (-401 imprese pari al -1,1%).





