L’AQUILA – “L’ interrogatorio dell’indagato o dell’imputato è fondamentalmente uno strumento di difesa dello stesso”. Lo ha detto il Procuratore Alfredo Rossini in attesa di poter ascoltare Riccardo Fusi, Ettore Barattelli e Denis Verdini, i tre indagati di abuso d’ufficio nell’inchiesta avviata sugli appalti post terremoto.
“Avendo avuto la contestazione dei fatti dal magistrato, l’imputato può risolvere la vicenda facendo presenti le prove che ha a suo vantaggio presentando un alibi o dimostrando che stava da un’altra parte. Tutte cose che permettono al pubblico ministero di poter chiedere l’archiviazione. Se praticamente non intendono venire o approfittare sono scelte difensive. Naturalmente noi, avendo fatto le contestazioni e avendo mandato gli atti, se dalle carte dovessero risultare elementi sufficienti per poter andare avanti ai giudici lo faremo tranquillamente perché non c’é bisogno di dover sentire gli indagati un’altra volta”.
In mattinata l’avvocato di Barattelli, Attilio Cecchini aveva giustificato l’assenza del suo assistito con un improvviso malore della madre ricoverata in ospedale. Per gli altri due invece non c’era stata nessuna comunicazione tant’é che il Procuratore si è detto disponibile ad allungare di un’ora, un’ora e mezza l’orario originalmente stabilito alle ore 11 per poter procedere all’interrogatorio.





