L’AQUILA – Il Consiglio comunale dell’Aquila si arena per la seconda volta sulla variante al Prg, necessaria per la realizzazione di un centro di ricerca dell’Eni in località Casale Calore.

Alla ripresa dei lavori, oggi pomeriggio, è mancato il numero legale necessario per assicurare la validità della seduta; l’assise civica tornerà a riunirsi lunedì prossimo con all’ordine verrà  pertanto riproposta l’approvazione della variante al piano regolatore generale relativa alla modifica della destinazione d’uso di terreni di proprietà dell’Università dell’Aquila, in località Casale Calore, per la realizzazione del progetto Eni “Un ponte per l’innovazione”, in ratifica al relativo accordo di programma.

Uno schiaffo per la risicata maggioranza del sindaco Massimo Cialente, incapace di garantire i numeri nemmeno per l’approvazione di quei progetti che la stessa ritiene strategici.

Immediate la presa delle opposizioni. I consiglieri Luigi D’Eramo (La Destra), Emanuele Imprudente (Mpa) e Enrico Verini (Udc) hanno senza mezzi termini parlato di centro sinistra “incapace di governare”.

L’ATTACCO DEI CONSIGLIERI DI OPPOSIZIONE

“Oggi, su una delibera relativa ad un progetto da sostenere (la creazione di un centro di ricerca universitaria), incastonato in una speculazione edilizia che faceva passare da agricola a edificabile una superficie di 18mila metri quadrati in eccesso rispetto ai 12mila metri quadri necessari per la realizzazione del centro di ricerca in questione, la maggioranza di centro sinistra non ha garantito il numero legale, con sole 16 presenze sulle 20 necessarie e le 25 di cui dispone”. Scrivono D’Eramo, Imprudente e Verini.

“Ancora una volta registriamo come questa maggioranza sia incapace di governare e di far approvare sia le cose buone ( centro di ricerca) sia quelle che costituiscono una vera vergogna (la trasformazione di 18mila metri quadri di terreni da agricoli a edificabili), da essa stessa proposte”.

“Una sconfitta dell’assessore Riga, proponente la delibera,e inconcludente come sempre. Una sconfitta della città, che avrebbe diritto alla crescita del proprio ateneo e a non subire speculazioni edilizie davvero poco chiare”.