CHIETI – “Ogni tentativo di discussione del piano industriale di Villa Pini con il Policlinico Abano Terme, società aggiudicataria del contratto d’affitto della casa di cura di Chieti, resta vano” secondo la Cisl Fp abruzzese.

“Se la Regione – sempre a detta della Cisl Fp – non detta un protocollo preciso da seguire per la presa in carico dei pazienti in psicoriabilitazione, a cascata, anche i privati accreditati all’erogazione del servizio si troveranno in difficoltà”.

È quanto afferma, in una nota, Davide Farina, esponente della Cisl Funzione Pubblica abruzzese.

L’incontro con il Policlinico Abano Terme “non può far altro che registrare la sostanziale impasse in cui versa la pianificazione dei fabbisogni regionali per quanto attiene la psicoriabilitazione abruzzese e questo costituisce motivo di forte preoccupazione sindacale, ma anche dello stesso datore di lavoro”.

“Allo stato attuale l’unica possibilità – aggiunge Farina – è far fronte all’assistenza dei circa 150 pazienti in carico, assumendo il personale medico e paramedico necessario con contratti di lavoro a tempo determinato, in attesa che il quadro complessivo della situazione venga chiarito e determinato”.

La Cisl Fp insiste sulla necessità che “il personale impiegato a tempo determinato venga tutelato con il rientro in cassa integrazione all’eventuale scadenza”.

Intanto lunedì prossimo, 11 ottobre, è previsto un incontro tecnico con l’azienda per verificare l’applicazione del verbale di accordo.

“Il Ministero della Sanità ha fissato, nel 2004, il limite di un posto letto per la psicoriabilitazione ogni 10 mila abitanti – ricorda il sindacalista. – Nel caso della Regione Abruzzo tale dato equivale a circa 120/130 posti, con una retta per degenza giornaliera intorno ai 90/100 euro e budget annuo di 7 milioni. Al contrario, la rete psicoriabilitativa in Abruzzo conta 670 posti accreditati, con tariffe che toccano i 125 euro per giornata di degenza e budget annuo di 29 milioni”.

“Dall’analisi di queste cifre – prosegue Farina – è facile arguire il perché della reticenza delle istituzioni ad affrontare il problema, tanto che, sul punto, non è in atto nessuna negoziazione. Peraltro, di questi circa 120/130 posti previsti dagli obiettivi ministeriali, il Piano Sanitario Regionale sembra ricondurne solamente 40 alla Asl Lanciano-Vasto-Chieti”.

“Se ciò fosse – conclude il sindacalista – significherebbe la totale alienazione dei 359 posti di Villa Pini e del collegato budget di circa 16 milioni, con evidenti e nefaste ricadute del caso sugli oltre 200 operatori”.