L’AQUILA – “Oggi è bastato il cambio di una consonante, ‘berlusconianamente’ parlando, e la corruzione è diventata commissione e la tangente è diventata royalty ma è sempre una mazzetta”.

Lo ha detto all’Aquila il leader dell’Italia dei valori, Antonio Di Pietro, nel corso di un evento elettorale a sostegno del candidato premier di Rivoluzione civile, il magistrato in aspettativa Antonio Ingroia, alla presenza del candidato numero due alla Camera in Abruzzo Carlo Costantini e del capolista in Senato Alfonso Mascitelli.

“Ma la mazzetta è sempre un danno grave che viene arrecato al Paese – ha aggiunto Di Pietro – perché tutto ci costa di più e tutto ci rende di meno”.

“Sono passati esattamente 21 anni da quando abbiamo scoperto la prima mazzetta della prima Tangentopoli. Da allora a oggi il sistema si è solo ingegnerizzato e immunizzato rispetto a quel che si doveva fare: mandare a casa i corrotti e i corruttori e cambiare le leggi per evitare che tutto ciò potesse accadere ancora”, ha aggiunto Di Pietro, ex magistrato del ‘Pool’ della procura della Repubblica di Milano che aprì la maxi inchiesta Mani Pulite negli anni Novanta.

“In 21 anni- ha aggiunto – si è cercato solo di criminalizzare la magistratura, di disinformare l’opinione pubblica, facendo in modo che la colpa di ciò che non funziona in Italia è dei magistrati che scoprono i reati e non i politici ed i sistemi finanziari corrotti e corruttori.

“20 GIUDICI IN LISTE MA CONTESTANO INGROIA  PERCHE’ TOCCANO TOGHE CHE LOTTANO CONTRO MAFIA E CORRUZIONE?”

 “Ci sono magistrati candidati anche in queste elezioni, oltre una ventina, ma chissà perché gli unici che vengono contestati sono Ingroia e Di Pietro e anche Luigi De Magistris“, ha quindi affermato Di Pietro,  parlando di “quei magistrati che, con la schiena dritta, hanno cercato prima di scoprire il malaffare esistente fra sistema delle imprese e sistema della politica, la cosiddetta Tangentopoli, e poi, con Ingroia, quello fra sistema della Mafia e sistema della politica”.

Di Pietro ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano un commento su quanto affermato dal segretario nazionale del Pdl e pupillo dell’ex premier Silvio Berlusconi, Angelino Alfano nel corso della trasmissione Rai “Ballarò”, ovvero “su una magistratura a tempo”.

Parlando di “due pesi e due misure”, Di Pietro ha attaccato “quella disinformazione politica che vuol far credere agli italiani che la colpa di tutto ciò che accade è di noi magistrati, che invece vogliamo entrare in Parlamento per cambiare le leggi e migliorare la lotta alla corruzione, e non di quelle centinaia di persone che sono andate in Parlamento in quanto inquisiti, condannati per farsi le leggi e non farsi giudicare”.

“PARLAVO DI MPS E MONTI SI GIRAVA DALL’ALTRA PARTE, OGGI LO ACCUSIAMO DI OMISSIONE DI ATTI D’UFFICIO”

Per Di Pietro, il presidente del Consiglio Mario Monti si è girato “dall’altra parte” di fronte agli allarmi lanciati dall’Idv sui possibili pericoli nel Monte dei Paschi di Siena e in Finmeccanica.

“Oggi noi ti accusiamo di omissione di atti d’ufficio sul caso istituzionale, politico, etico – ha attaccato – E tu ti permetti di dare del cialtrone a chi ti chiede perché non hai fatto il tuo dovere. Guardati in faccia e chieditelo da solo”.

Il leader del partito ha rivolto domande polemiche al premier uscente intervenendo all’Aquila a margine di un evento elettorale. “Primo, signor Monti, è vero o non è vero che io personalmente e noi dell’Italia dei Valori ti abbiamo avvisato due volte sul Monte dei Paschi di Siena che non dovevi dare fiducia a Profumo e metterlo lì perché aveva problemi con la giustizia? E che non dovevi dare 2 miliardi, perché altri 2 glieli aveva già dati Berlusconi, che non dovevi a girarti dall’altra parte rispetto alla denuncia che noi avevamo fatto e ti avevamo fatto che c’era una compravendita anomala con un paio di miliardi in più per comprare una banca rispetto a quello che effettivamente valeva l’Antonveneta? Tu, Banca d’Italia e Consob avete omesso di fare il vostro dovere”.

Ancora, “signor Monti, è vero o non è vero che sono agli atti del governo di questi cinque anni di legislatura, anche durante il tuo governo, 40 tra interrogazioni parlamentari, mozioni, interventi diretti in aula, dell’Italia dei Valori, per dirti che in Finmeccanica si stavano verificando atti poco trasparenti e che soprattutto bisognava revocare prima che ci scappasse il morto, cioè anche il presidente Orsi? Anche in quel caso ti sei girato dell’altra parte”.

Secondo Di Pietro, “Monti continua a fare il professore dimenticando che è lui sotto esame. Continua a offendere gli avversari politici – l’accusa – invece di rispondere alle domande che gli vengono poste. Ancora oggi ha fatto capire che tutti quelli che non la pensano come lui sono dei cialtroni. Io ritengo che il cialtrone è chi, invece di rispondere a quesiti ben precisi, si nasconde come lui sta facendo”.

“INTERROGAZIONE SU DECRETO FONDI POST ELEZIONI, E’ VERO CHE C’E’ PROVVEDIMENTO GIA’ A CORTE DEI CONTI?

“Questa mattina – ha poi detto il leader dell’Idv – abbiamo presentato una nuova e urgente interrogazione parlamentare per sapere se sia vero che il governo, in via riservata, abbia emesso un decreto, un provvedimento che è all’esame della Corte dei Conti da rendere noto all’opinione pubblica soltanto dopo la tornata elettorale, in cui è previsto ancora una volta un cospicuo intervento a favore del Monte dei Paschi di Siena”.

“Se così è – ha aggiunto l’ex pm – lo vogliamo sapere prima e non dopo le elezioni perché è dovere dei cittadini sapere che questo governo Monti già sta organizzando al fine di comprare l’accettazione del Partito democratico a un futuro inciucio uguale a quello fatto finora sul Monte dei Paschi di Siena”.

Un sistema che Di Pietro ha definito “gelatinoso, che ha visto e vede coinvolto il sistema della politica e sistema finanziario e soprattutto ha visto coinvolto un mondo politico, quello della sinistra italiana, che ha chiuso gli occhi e ha fatto finta di non vedere. Anzi è stata essa partecipe nella nomina di questi personaggi che poi si sono dimostrati come sono – ha concluso – Sono andati a fare affari in danno dei tanti risparmiatori in danno dello Stato Italiano che ci ha dovuto rimettere 4 miliardi di euro”.