L’AQUILA – “Ho fatto il magistrato sempre con l’intento di aiutare i più deboli, quelli che hanno meno possibilità di accesso alla giustizia”. Questo il passaggio principale del breve discorso di commiato che nella tarda mattinata di ieri ha fatto il capo della Procura della Repubblica antimafia dell’Aquila, Michele Renzo, nel giorno del suo  addio dopo 7 anni di attività in questo ruolo.

La cerimonia si è tenuta al piano “meno 1” del palazzo di giustizia dell’Aquila dove si trova la fontana.

Renzo ha poi elogiato il rapporto che ha avuto con  i colleghi e la polizia giudiziaria rimarcando la opportunità di lavorare sempre in simbiosi per ottenere risultati in indagini spesso complesse.

Il suo intervento è stato preceduto da quelli di saluto  dei colleghi del suo ufficio tra i quali quello del pm Stefano Gallo, che lo sostituirà  nel lungo interregno dal 29 agosto (in attesa che il Csm individui il successore), data nella quale Renzo, compiuti i 70 anni il giorno prima, andrà ufficialmente in pensione. E non sono certamente  mancati i giusti elogi per questo magistrato che ha agito sempre alla insegna della massima sobrietà e riservatezza  anche nei rapporti con la stampa.

Va anche ribadito che in occasione della cerimonia dell’ anno  giudiziario dello scorso gennaio  l’avvocato generale Alberto Sgambati,  annunciando che Renzo entro l’anno sarebbe andato in pensione, sottolineò  che il procuratore capo “ha onorato la magistratura aquilana”.

Ieri erano presenti i componenti dei vari uffici giudiziari oltre ai  vertici degli organi investigativi di polizia, carabinieri, finanza,  etc che hann0 avuto stretti rapporti con la Procura della Repubblica che è anche antimafia e, dunque, opera in tutta la regione.

Renzo, arrivato nel 2016, in Abruzzo, ha  dato impulso e coordinato moltissime inchieste su più fronti che vanno dalle infiltrazioni malavitose, anche alla luce dei milioni che ogni anno vengono ancora spesi negli appalti  per la ricostruzione dell’Aquila e dintorni, fino alla lotta contro il terrorismo islamico che in Abruzzo  non è da sottovalutare.

La corsa per la successione, come è noto,  è già partita e tra gli aspiranti c’è anche Gallo che dal 29 farà da facente funzioni. Ecco i  13  candidati in lizza:  Domenico Seccia,  sostituto procuratore generale della Cassazione, Alberto Sgambati, avvocato generale presso la procura generale dell’Aquila, Gennaro Varone, sostituto procuratore della Repubblica di Roma, Giancarlo Cirielli, anche egli sostituto procuratore a Roma, Sergio Colaiocco, procuratore aggiunto a Roma,  Stefano Gallo, sostituto procuratore all’Aquila, Antonio Laronga, procuratore aggiunto a Foggia, Mirvana Di Serio,  procuratore a Lanciano, Mario Palazzi, sostituto procuratore a Roma, Annarita Mantini,  procuratore aggiunto a Pescara, Simonetta Ciccarelli, sostituto procuratore all’Aquila, Francesco Testa, procuratore europeo delegato, Valentina D’Agostino procuratore aggiunto ad Ancona.