L’AQUILA – Nel disorientamento e nella concitazione della giornata di ieri, il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi (nella foto), non avrà pensato al rimpasto in Giunta.

Ma, dopo l’arresto, nell’ambito dell’inchiesta della Procura pescarese sui rifiuti, dell’assessore alla Sanità, Lanfranco Venturoni, considerato uno degli uomini a lui più vicini, già da domani Chiodi dovrà mettere mano almeno alle sostituzioni.

Il numero degli assessori da dieci è sceso a otto, visto che il 2 agosto scorso la Giunta ha perso Daniela Stati, assessore alla Protezione Civile, Rifiuti e Ambiente, costretta alle dimissioni perché coinvolta nell’inchiesta sugli appalti per la ricostruzione post-sisma, e ora indagata anche in quella scattata ieri sui rifiuti.

Le due assenze sono pesanti, vista la rilevanza delle deleghe. Inoltre Chiodi, che ha l’interim delle competenze della Stati, non potrà sopportare a lungo l’ulteriore carico della Sanità, che oggi non ha sulle spalle solo perché Venturoni non si è ancora dimesso e probabilmente lo farà nei prossimi giorni.

Una responsabilità non da poco, nonostante Chiodi sia commissario per la sanità, perché Venturoni, di professione medico, è stato l’uomo che ha gestito spazi importanti del complesso pianeta sanità, che assorbe l’80 per cento del bilancio regionale ed è in via di risanamento dopo l’uscita dell’Abruzzo dalla schiera delle “Regioni canaglia”.

Tra l’altro, Venturoni è l’uomo che è andato sul territorio a prendersi accuse e offese per la chiusura e la riconversione dei piccoli ospedali. Il presidente finora aveva atteso, perché intenzionato a sostituire la Stati e definire la posizione del finiano Alfredo Castiglione, vice presidente della Giunta con delega alle Attività produttive.

Ora, però, non potrà più attendere a lungo il chiarimento da Roma sulla guerra tra finiani e berlusconiani, considerando che, se i tempi si fossero dilatati, avrebbe parcheggiato le deleghe della Stati a due assessori, prima di nominare il sostituto.

Chiodi, che ieri ha avuto a Pescara una serie di incontri con assessori e consiglieri per analizzare la situazione politica alla luce della bufera giudiziaria, metterà sul tavolo della maggioranza di centrodestra e del Pdl questo delicato argomento; probabilmente già domani, quando sono in programma riunioni del gruppo consiliare e del coordinamento regionale.

E non è escluso che Chiodi e i vertici del Pdl decidano per una verifica dell’attività della Giunta, che potrebbe portare a un rimpasto più ampio.

Come sostituto della Stati, rimasta consigliere, ma passata dal Pdl al Gruppo Misto, in pole ci sarebbe sempre il consigliere aquilano Pdl Luca Ricciuti.