BUSSI SUL TIRINO – Il Wwf boccia il progetto di realizzare un “sarcofago” per la montagna di rifiuti tossici che si trova a pochi passi dal fiume Aterno-Pescara, nel territorio di Bussi sul Tirino, in provincia di Pescara, mentre il capogruppo in Regione di Rifondazione comunista, Maurizio Acerbo, annuncia un’interrogazione sulla vicenda.

Il progetto è del commissario Adriano Goio ed è stato svelato dalla trasmissione televisiva Report, domenica scorsa.

Sarebbe uno “scandalo”, commenta l’associazione ambientalista, perché con questa specie di sarcofago “una montagna di oltre 200 mila tonnellate di materiale tossico, compreso il suolo contaminato, rimarrebbe sotterrata per centinaia di anni a pochi metri dal principale fiume della regione”.

Il Wwf chiede che si proceda, invece, alla bonifica del sito, che costerebbe 80 milioni di euro, una cifra poco distante dai 50 milioni già stanziati per la discarica di Bussi.

E comunque, dicono sempre dal Wwf, il commissario si potrebbe rivalere sui proprietari del sito che già stanno ripagando i primi interventi di capping, termine tecnico con cui si indica una delle azioni preliminari per la messa in sicurezza di siti inquinati.

“Il sito – commenta Luciano Di Tizio, presidente del Wwf Abruzzo, è tra i più fragili della regione, per cui bisogna utilizzare i 50 milioni di euro stanziati a livello nazionale per bonificare completamente e definitivamente la discarica ‘Tremonti’ senza spendere tale cifra su altri siti o, addirittura, per facilitare l’arrivo del cementificio di Toto sulle aree oggi Solvay. I 30 milioni di euro rimanenti non sono una cifra impossibile per una Regione come l’Abruzzo che ne ha programmati di più nei fondi Fas per gli impianti di risalita a Castel di Sangro”.

Il Wwf chiede quindi a “cittadini, amministratori e comuni della Val Pescara di mobilitarsi”.

ACERBO (PRC) ANNUNCIA INTERROGAZIONE

Un’interrogazione per sapere se il presidente della Regione, Gianni Chiodi, e la Giunta condividano la posizione del commissario Goio sulla bonifica della discarica ‘Tremonti’ di Bussi sul Tirino.

Nel documento, firmato dal capogruppo di Rifondazione comunista, Maurizio Acerbo, l’esponente della minoranza in Consiglio regionale ripercorre tutta la vicenda sull’inquinamento dell’area, definita anche in alcune inchieste giornalistiche “una bomba ecologica tra due fiumi”.

Il Commissario nominato dal governo, Adriano Goio, sarebbe infatti orientato a non procedere alla bonifica totale della discarica (il cui costo è stimato in 80 milioni di euro), optando per un intervento per cui sarebbero sufficienti 12 milioni e destinando il resto dei 50 milioni di fondi statali disponibili, alle opere di bonifica del sito dove oggi insiste lo stabilimento della Solvay e su cui dovrebbe sorgere un cementificio di proprietà del gruppo Toto.

Acerbo chiede a Chiodi se “non ritengano che le risorse pubbliche vadano concentrate sulla bonifica delle discariche, invece che sul sito Solvay”.

Il capogruppo di Rifondazione vuole anche conoscere “quali iniziative si intendano intraprendere per far sì che i 50 milioni stanziati con il Milleproroghe 2011, siano utilizzati per la bonifica della discarica e per reperire le risorse aggiuntive eventualmente necessarie”.