L’AQUILA – Garantire sicurezza e assistenza a tutti gli addetti delle imprese edili che operano nel centro storico.

A questo scopo è stato attivato il presidio sanitario nella piazzetta antistante la chiesa di San Bernardino, che si occuperà proprio di fornire soccorso ai circa 2.500 operatori che si trovano a lavorare sui palazzi storici danneggiati dal terremoto.

Nato grazie al sostegno della Bcc di Roma e dell’assessorato alla Ricostruzione del Comune dell’Aquila, il presidio medico è situato in un container accanto alla struttura dove ha sede l’Ufficio di super coordinamento di sicurezza dei cantieri del centro storico, operativo dal 1° marzo di quest’anno.

“Grazie a questo presidio – afferma l’assessore Pietro Di Stefano – l’Ufficio di super coordinamento offrirà non solo garanzie sulla legalità dei cantieri, ma anche sulla sicurezza, sia per i lavoratori che per i cittadini”.

Dotato al momento di una struttura attrezzata con un lettino e un’ambulanza della Misericordia, il presidio potrà in un futuro essere completato con servizi aggiuntivi da offrire anche ai cittadini.

“Quando la struttura andrà a pieno regime – afferma il referente della Asl, Domenico Pompei – speriamo di poter dotare la struttura di personale medico specializzato. Per il momento ci saranno i volontari della Misericordia a offrire il loro valido contributo al funzionamento della struttura”.

Il presidio rimarrà aperto dal lunedì al venerdì e seguirà gli orari dei cantieri, ovvero dalle 8 alle 17, e funzionerà avvalendosi comunque dell’interfaccia del 118.

“Gli infortunati – specifica il responsabile dell’Ufficio di super coordinamento, Maurizio Ardingo – dovranno comunque chiamare il 118 che passerà poi la gestione dell’accaduto agli operatori della Misericordia”.

TRE STRUTTURE NON SICURE, 30 DITTE AL LAVORO

A margine dell’incontro, l’ingegnere del Comune, Giuseppe Galassi, si è espresso sui provvedimenti presi dopo l’ordinanza di chiusura del centro storico, emanata il 6 settembre dal sindaco Massimo Cialente dopo la ripresa dello sciame sismico.

“Dopo l’ordinanza di interdizione  – afferma – abbiamo effettuato controlli sui puntellamenti, mettendo la pubblica via in sicurezza. Abbiamo riscontrato solo tre casi di strutture non completamente sicure, su cui stiamo lavorando. In particolare, stiamo effettuando integrazioni su alcuni cornicioni pericolosi”.

Le ditte tornate a lavorare dopo la riapertura del centro storico sono una trentina (si arriva a quota 40 con i subappalti) su un totale di circa 100, e sono quelle che hanno presentato il piano di emergenza integrativo richiesto espressamente dell’Ufficio di coordinamento.

“Per essere più precisi – specifica Ardingo – abbiamo preteso dalle imprese anche prove video sulle simulazioni di evacuazione in caso di sisma”.

Sempre nell’ottica della sicurezza, l’Ufficio di super coordinamento dei cantieri del centro storico fornisce anche un supporto formativo ai lavoratori delle ditte edili, con lezioni mirate che avvengono due volte a settimana nella struttura dove ha sede L’Ispesl, sempre nei pressi di San Bernardino.

“Grazie anche alla formazione – aggerma Ardingo – gli infortuni che si sono verificati nei cantieri del centro dall’1 di marzo sono solo 2, e comunque sotto i 40 giorni di prognosi”.