L’AQUILA – “Il più grande licenziamento di massa mai visto in Italia”. Ha parlato in questi termini Edoardo Puglielli del movimento “Precari scuola Abruzzo” riguardo i tagli alla scuola che in 3 anni dovrebbero portare a 132.000 posti di lavori in meno.

Nel sit-in organizzato questa mattina davanti l’Istituto tecnico industriale statale “Amedeo di Savoia” dell’Aquila i precari aquilani si sono riuniti per dire basta ai tagli al sistema scolastico, 1400 l’anno scorso solo in Abruzzo, mentre per quest’anno se ne prevedono circa 1000, di cui 700 solo nella provincia aquilana.

“Le conseguenze di questi tagli – ha affermato Puglielli – sono drammatiche: molti soprannumerari, ovvero dipendenti a tempo indeterminato rigettati nella precarietà e tantissimi precari che non lavoreranno o si dovranno accontentare di qualche spezzone orario sparso su più scuole. In questo modo i nostri diritti  e anche quelli degli astudenti vengono calpestati”.

Tra i punti maggiormente critici della riforma Gelmini, i precari segnalano l’innalzamento del numero di alunni per classe,il taglio delle risorse per il sostegno e il recupero e soprattutto la riconduzione delle cattedre a 18 ore, le cosiddette cattedre “extra large”, che comporta inevitabilmente una condizione di soprannumerarietà nel corpo docente.

La protesta dei precari è poi proseguita all’interno dell’Itis con il blocco simbolico delle nomine, in corso in quel momento.
“Questa protesta – ha spiegato Puglielli davanti alla commissione addetta alle nomine – ha lo scopo di sottolineare la condizione di precariato permanente che si vive in Italia grazie alla riforma voluta dal ministro dell’Istruzione. Non vogliamo più essere noi a pagare il prezzo della crisi, ma la deve pagare chi la crisi l’ha provocata. La manovra Tremonti-Gelmini serve solo a mascherare la realtà, il malcostume e il malgoverno del nostro paese”.

Alle polemiche ha risposto Rita Vitucci, dell’Ufficio scolastico provinciale dell’Aquila. “Stiamo facendo il possibile per rimanere entro i 700 tagli previsti dal ministero. Infatti, tra i tagli richiesti, quelli previsti dalla riforma e le iscrizioni in meno che si sono registrate nella provincia dell’Aquila, avremmo dovuto manadare a casa molti più insegnanti. Grazie ai fondi per il sisma che abbiamo ricevuto l’anno scorso e che stiamo utilizzando anche quest’anno, riusciremo a fare qualche nomina in più”.

“Con i circa 19 milioni di euro ricevuti per il sisma – ha spiegato -siamo riusciti ad evitare la chiusura di diverse classi nelle scuole più piccole e abbiamo sdoppiato le classi con 31 alunni più un disabile, recuperando dunque posti per i docenti”.

Intanto il movimento Precari scuola Abruzzo, appoggiati dai Cobas e dai Giovani comunisti Abruzzo, hanno annunciato la costituzione di Comitati territoriali per la difesa della scuola pubblica che coinvolgano tutti, “perché  – hanno affermato – la lotta in difesa della scuola pubblica è una lotta di carattere generale, che riguarda il benessere collettivo del paese”.