L’AQUILA – Ultime frenetiche ore di raccolta firme e ricerca di alleanze tra i papabili candidati alle primarie del Partito democratico del 29 dicembre.
Le consultazioni dovranno “incoronare” i 21 aspiranti parlamentari (14 per la Camera e 7 per il Senato) che il 24 febbraio del prossimo anno cercheranno di spiccare il volo per Roma.
In realtà, stando ai numeri attuali e considerato che si voterà di nuovo con le liste bloccate del “Porcellum”, i ben informati indicano che i posti buoni sono i primi 7-8 per Montecitorio, mentre per avere già un piede dentro palazzo Madama bisognerà non scendere oltre il terzo.
È qui, infatti, che si giocherà la vera partita dopo lo scoglio delle primarie, nella scelta della hit parade: più su si sta più il mondo dorato della politica capitolina si avvicina.
I candidati, per scelta dei vertici del partito, dovranno fare i conti con i veterani che hanno ottenuto la possibilità di ripresentarsi, nonostante siano andati oltre il limite delle tre legislature fissato dallo Statuto, come nel caso del senatore Franco Marini, e con coloro che saranno inseriti nella quota che si è riservato il segretario nazionale e candidato premier, Pier Luigi Bersani.
Tra questi ultimi, come già riferito nella prima puntata del toto-candidati di AbruzzoWeb, l’attuale ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca, che potrebbe essere paracadutato in Abruzzo come capolista. Se sarà alla Camera o al Senato è ancora da decidere.
C’è un’importante novità, nelle competizioni di fine anno del Pd, è che uomini e donne dovranno essere rappresentati in maniera tale che un genere abbia almeno un terzo dei rappresentanti nelle liste finali, per cui è stata inserita la possibilità di esprimere la doppia preferenza: purché una sia “rosa” e l’altra “azzurra”.
Sono ricandidati direttamente, senza bisogno di prendere le sottoscrizioni dei tesserati, i due parlamentari uscenti del Pd delle due province: il senatore Giovanni Legnini nel Chietino e l’onorevole Vittoria D’Incecco nel Pescarese.
LA SFIDA NEL CHIETINO…
Il primo è il vero avversario da battere per il capogruppo all’Emiciclo, Camillo D’Alessandro, che ha chiesto la deroga alla direzione nazionale per correre nonostante l’incompatibilità prevista per amministratori locali e consiglieri regionali: si può fare perché è alla seconda legislatura.
I “renziani” si stanno organizzando per un ticket uomo-donna. Il sindaco di Firenze ha chiesto al consigliere comunale di Chieti Alessandro Marzoli di essere della partita, ma rumors interni riferiscono che l’invito è stato declinato. I due nomi su cui si stanno concentrando le attenzioni sono top-secret: si parla dell’assessore al Bilancio di Lanciano Valentino Di Campli e di una esponente della società civile come quota rosa.
In forse è il presidente del Consiglio comunale di Vasto, Giuseppe Forte, mentre sarà sicuramente della partita il sindaco di Cupello, Angelo Pollutri.
La sorpresa potrebbe essere rappresentata da Maria Amato, primario di Radiologia all’ospedale di Vasto, città che rappresenta nell’assise civica. Sempre dal palazzo municipale si parla anche di Lina Marchesani, assessore comunale all’Istruzione.
Chi, invece, ha quasi deciso di fare un passo indietro è l’ex senatore Tommaso Coletti, che avrebbe avuto un riavvicinamento con D’Alessandro, un tempo suo pupillo prima che i rapporti si raffreddassero. La sintesi sarebbe stata trovata su un’intesa elettorale in vista delle prossime regionali.
…E QUELLA NEL PESCARESE
Parlano al femminile le primarie pescaresi, con almeno altri esponenti del gentil sesso probabili candidate oltre alla D’Incecco.
Si tratta di Francesca Ciafardini, responsabile regionale delle donne del Pd, Chiara Trulli, assessore a Spoltore, Valeria Scotucci, responsabile provinciale dei comitati per Bersani, e la “renziana” Alexandra Coppola, un tempo stretta collaboratrice dell’ex potentissimo assessore regionale Donato Di Matteo.
Oltre loro un elenco di big da far tremare i polsi, in una sfida che si annuncia all’ultimo sangue.
Si va dal capogruppo al Consiglio comunale di Pescara, Moreno Di Pietrantonio, al suo collega tra i banchi della minoranza Gianluca Fusilli passando per amministratori locali ed ex dal lungo pedigree.
Tra questi il sindaco di Pianella, Giorgio D’Ambrosio, che un giro alla Camera se l’è già fatto nella breve esperienza del governo di Romano Prodi (2006-2008), quello di Alanno, Enisio Tocco, l’ex presidente della Provincia Giuseppe De Dominicis, l’ex primo cittadino di Spoltore ed ex presidente della società regionale dei trasporti Gtm Donato Renzetti.
Ci doveva essere, ma non ci sarà, il consigliere comunale di Pescara Marco Alessandrini, nel 2009 candidato sindaco contro l’attuale, Luigi Albore Mascia: “non faccio di nuovo la foglia di fico del Pd”, ha detto polemico.
In ultimo il segretario comunale pescarese democrat, Stefano Casciano.
Sull’asse Pescara-L’Aquila incombe lo “spettro” di Marini. Prima del “Porcellum” il suo collegio elettorale era quello di Montesilvano (Pescara), pur essendo nativo di San Pio delle Camere (L’Aquila).
Lo scontro in atto riguarda quale territorio dovrà caricarsi la sua ricandidatura, un litigio che dovrà essere risolto dalla direzione regionale convocata per domani, se non si troverà al quadra è probabile che debba metterci le mani Bersani in persona.
(2 -fine)





