ROMA – Il tasso di disoccupazione si è attestato a ottobre, secondo le stime provvisorie dell’Istat, a un livello record dell’11,1 per cento in aumento di 0,3 punti percentuali rispetto a settembre e di 2,3 punti nei dodici mesi. A ottobre gli occupati sono 22 milioni 930 mila, sostanzialmente stabili rispetto a settembre. Su base annua si registra un calo dello 0,2 per cento (-45 mila unità).
Il tasso di occupazione è pari al 56,9 per cento, in aumento di 0,1 punti percentuali nel confronto congiunturale, invariato rispetto a dodici mesi prima. Il numero di disoccupati, pari a 2 milioni 870 mila, aumenta del 3,3 per cento rispetto a settembre (+93 mila unità). La crescita della disoccupazione riguarda sia la componente maschile sia quella femminile. Su base annua si registra una crescita del 28,9 per cento (+644 mila unità).
A ottobre, prosegue l’Istat, l’occupazione maschile è sostanzialmente stabile in termini congiunturali mentre diminuisce su base annua (-1,4 per cento).
L’occupazione femminile cala dello 0,1 per cento rispetto al mese precedente, ma aumenta dell’1,5 per cento nei dodici mesi. Il tasso di occupazione maschile, pari al 66,5 per cento, aumenta rispetto a settembre di 0,1 punti percentuali, ma diminuisce su base annua di 0,7 punti. Quello femminile, pari al 47,5 per cento, è stabile in termini congiunturali, presentando un aumento di 0,8 punti percentuali rispetto a dodici mesi prima.
In termini congiunturali la disoccupazione aumenta del 2,5 per cento per la componente maschile e del 4,4 per cento per quella femminile. Anche in termini tendenziali la crescita interessa sia gli uomini (+29,7 per cento) sia le donne (+28,1 per cento). Il tasso di disoccupazione maschile, pari al 10,4 per cento, cresce di 0,2 punti percentuali rispetto a settembre e di 2,3 punti nei dodici mesi; quello femminile, pari al 12,1 per cento, cresce di 0,5 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 2,3 punti rispetto a ottobre 2011.
Il numero di inattivi diminuisce nel confronto congiunturale per effetto della diminuzione sia della componente maschile (-0,9 per cento) sia di quella femminile (-0,6 per cento). Anche su base annua si osserva un calo sia tra gli uomini (-3,6 per cento) sia tra le donne (-4,4 per cento).
Se si considera il terzo trimestre 2012, prosegue l’Istat, il tasso di disoccupazione (dati grezzi) è pari al 9,8 per cento, con un aumento di 2,1 punti percentuali rispetto a un anno prima, che riguarda con la stessa intensità entrambe le componenti di genere. Il tasso di disoccupazione maschile, dopo la crescita dei tre precedenti trimestri, si porta all’8,8 per cento; quello femminile, in aumento per il quinto trimestre consecutivo, sale all’11 per cento.
Nel Nord la crescita tendenziale dell’indicatore (dal 5,1 per cento al 6,8 per cento) è dovuta in misura più ampia alla componente femminile; nel Centro il tasso sale dal 7,2 per cento del terzo trimestre 2011 all’8,8 per cento, a motivo della crescita sia di quello maschile sia di quello femminile. Nel Mezzogiorno l’indicatore raggiunge il 15,5 per cento (era il 12,4 per cento nel terzo trimestre 2011). Il risultato sconta l’incremento più intenso dell’indicatore per gli uomini (dal 10,6 per cento al 14,2 per cento), cui si associa il comunque significativo aumento per le donne (dal 15,4 per cento all’attuale 17,4 per cento).
Il tasso di disoccupazione degli stranieri si porta dal 10,4 per cento dell’anno precedente al 12 per cento del terzo trimestre 2012. L’indicatore continua a crescere sia per gli uomini (dall’8,9 per cento al 10,5 per cento) sia per le donne (dal 12,4 per cento al 13,7 per cento).
Tra i 15-24enni le persone in cerca di lavoro sono 639 mila e rappresentano il 10,6 per cento della popolazione in questa fascia d’età. A ottobre scorso, rileva l’Istat nelle stime provvisorie, il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, cioè l’incidenza dei disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca, è pari al 36,5 per cento, in aumento di 0,6 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 5,8 punti nel confronto tendenziale. Si tratta di un livello record.
Considerando il terzo trimestre 2012, il tasso di disoccupazione dei giovani tra 15 e 24 anni raggiunge il 32,1 per cento (era il 26,5 per cento un anno prima).
La crescita, diffusa in tutte le ripartizioni territoriali, è particolarmente accentuata per la componente femminile nel Nord e per quella maschile nel Mezzogiorno. Nelle regioni meridionali l’indicatore raggiunge valori molto elevati, pari al 41,7 per cento per gli uomini tra i 15 e i 24 anni e al 43,2 per cento per le giovani donne.



