Ci sono storie di ordinaria disperazione che ormai non fanno quasi più notizia, drammi quotidiani rispetto ai quali vengono fornite solo risposte evasive invece che reali alternative. Il dramma che vive la Signora Panella Agnese, residente a L’Aquila dal 1972 con stabile dimora in via dei sali n. 22 dal 2008, non è quantificabile perchè perde la casa nel sisma del 2009, ma non basta.

Nel febbraio del 2010 le viene assegnato in comodato d’uso gratuito un alloggio del progetto c.a.s.e. .

Il 20 Giugno del 2010 il Comune le comunica che all’esito della verifica dei requisiti per l’assegnazione degli alloggi, la stessa non possiede i requisiti  generali e specifici richiesti per l’ assegnazione, dando rilievo ad alcune circostanze   accertate dalla Commissione, senza approfondire gli altri dati di fatto riferiti dalla Signora Panella circa la effettività della sua dimora abituale, oltre che dalla residenza anagrafica.

“Ho consegnato all’ ufficio dell’Avvocato Paola Giuliani , diversa corrispondenza ove chiaro e leggibile c’era il mio nome cognome comprensivo di indirizzo. Il tutto dall’anno 2008, un anno prima del sisma.
 
“In data odierna , si sono recati presso la mia abitazione in Bazzano i Vigili Urbani, i quali mi hanno letteralmente sgomberato da casa. Ora sono fuori per strada  in compagnia del mio cane e mi trovo in uno stato di profonda prostrazione ed immaginabile ansia – afferma Panella Agnese –  che si chiariscano le responsabilità, e alla svelta perchè sono stata ingiustamente privata del diritto alla casa.

Auspico che la Magistratura o chi di competenza faccia rapidamente luce sul disdicevole episodo. Nel frattempo non avendo altra sistemazione, mi trovo costretta a rientrare nella mia dimora sita in via del Sali, 22. Abitazione che si trova in centro storico, nella c.d. zona rossa e classificata E.

L’amministrazione Aquilana deve garantire ai suoi cittadini soluzioni adeguate a vicende  cosi’ disgustose, gli amministratori Comunali hanno il dovere di  garantire anche a me un immediato passaggio in una casa dignitosa e non pericolante” .

Infine Panella Agnese conclude: “Ho la coscienza a posto. Chiedo solo di essere giudicata nel processo .Torno a vivere a casa mia in centro storico e nel frattempo attendo fiduciosa che le responsabilità vengano accertate in un regolare dibattimento.”