TERAMO – La Asl di Teramo dovrà risarcire con la somma di 50 mila euro una donna, M.C. oggi 70enne, che nove anni fa fu aggredita e ridotta in fin di vita da due di cani randagi.
Gli animali si accanirono soprattutto sulle braccia e le gambe, procurando un’invalidità permanente del 25 per cento alla donna, come rivela il quotidiano Il Centro.
“Non vi è dubbio che che tenuta a rispondere del danno subìto dalla donna – scrive nella sentenza il giudice Stefania Cannavale – debba essere l’azienda sanitaria essendo in capo ad essa individuabile quelal posizione di garanzia che vale a fondare l’obbligo di impedire l’evento. Obblighi di protezione che risultano palesemente violati, tenuto conto altresì del fatto che come riferito da qualche teste escusso ma soprattutto dalla documentazione agli atti del fascicolo la presenza di alcuni randagi era gà stata segnalata alla Asl”.
“In particolare – aggiunge il giudice – è la Asl che ha l’obbligo di predisposizione degli interventi necessari per la cattura dei cani vaganti, randagi o inselvatichiti e di cattura stessa”.
La vittima dell’aggressione il 3 febbraio 2003 stava tornando dalla messa nel quartiere piano della Lenta. A pochi metri dall’edificio di culto fu aggredita e scaraventata a terra dai cani e solo l’intervento di un passante ha evitato consguenze ancora peggiori. Dopo l’aggressione il ricovero in ospedale dove le ferite furono curate con centinaia di punti di sutura, mentre fu necessaria anche un’operazione alla spalla per l’impianto di un chiodo.
I cani furono catturati solo dopo l’aggressione.





