PESCARA – La protesta dei lavoratori Sixty si sposta a Pescara, davanti alla sede della Regione, l’unico ente che ancora ha dimostrato scarsissima sensibilità verso la vertenza dello stabilimento teatino, che vede a rischio 350 posti di lavoro solo per quanto riguarda Chieti, senza contare quelli di indotto e punti vendita da chiudere.
Mercoledì prossimo, 7 novembre, a piazza Unione a Pescara, dinnanzi sede della Regione Abruzzo, a partire dalle ore 9 si terrà un presidio di protesta dei lavoratori Sixty Spa per denunciare “il totale disinteresse – si legge in una nota sindacale a firma di Cgil, Cisl e Uil – del presidente della Giunta Gianni Chiodi e dell’assessore alle attività produttive Alfredo Castiglione per questa drammatica vertenza”.
“Non avendo mai partecipato a nessuno dei quattro incontri al Ministero dello sviluppo economico – dicono i sindacati – siamo portati a pensare che oltre al Fondo Panasiatico e a Sixty Spa, anche alla Regione Abruzzo non interessi tutelare il Made in Italy, le centinaia di professionalità esistenti e il continuo impoverimento del tessuto industriale della Val Pescara”.
“Le organizzazioni sindacali – conclude la nota – i lavoratori e le loro famiglie, non si rassegneranno mai a tale situazione e la mobilitazione continuerà”.



