L’AQUILA – All’indomani della bufera giudiziaria che ha portato ad arresti e alle dimissioni dal suo incarico di Assessore di Daniela Stati, arrivano pesanti bordate sulla stampa da parte del presidente della Regione, Gianni Chiodi (nella foto). Il governatore smentisce i presunti collegamenti tra il suo studio commercialista e la società Abruzzo Engineering, coinvolta nello scandalo tangenti.

Oltre a rigettare le accuse di Chiodi, parte dalle opposizioni ha lanciato la richiesta di un consiglio straordinario sulla “Ricostruzione post- terremoto in Abruzzo”.

Una riunione da convocare prima della pausa estiva, come si legge nel documento “Per fare luce sulle modalità della ricostruzione, sull’assegnazione degli incarichi delle commesse, sulla catena dei sub-appalti”.

CHIODI, BORDATE SULLA STAMPA

È un attacco durissimo quello sferrato dal presidente Gianni Chiodi nei confronti di alcuni media all’indomani della bufera giudiziaria che ha coinvolto l’ex assessore Daniela Stati. Il governatore e commissario ha puntato il dito contro quanti hanno “speculato” sui presunti rapporti del suo studio commercialista con la società Abruzzo Engineering.

“Ieri mattina l’assessore Daniela Stati  – ha dichiarato il presidente in aula all’inizio dei lavori del Consiglio regionale – mi ha informato di quelli che erano stati gli accadimenti che hanno provocato misure cautelari, preannunciandomi le sue dimissioni che sono state ricevute. È una questione che ci occuperà nei prossimi mesi. Sia per  gli aspetti degli equilibri di Giunta, sia sotto aspetti politici, sia per la vicenda giudiziaria”.

“La vicenda, da quello che si apprende, riguarderebbe la questione di favorire in qualche maniera la società Abruzzo Engineering, perché potesse aiutare  gli Enti locali per atti burocratici. Su questo dico subito: c’è ferma volontà di questo Consiglio regionale affinchè Abruzzo Engineering si possa utilizzare in maniera adeguata per processi di ricostruzione”.

“Non entro in altre questioni, ma mi preme dire: non esiste nessuna consulenza attribuita da Abruzzo Engineering al mio studio, di cui sono titolare. Invito la magistratura a chiarire vicenda. Mi dispiace rilevare, ancora una volta, una faziosità e furore denigratorio anche da chi riveste cariche istituzionali, ma da parte di mezzi alcuni di informazione che non assolvono al loro compito. Alcuni disinformano, dicono e danno per scontate cose false. È un malcostume che sta imbarbarendo e sminuendo la nobile funzione della libertà di stampa e dell’informazione. Eiste la libertà di informazione, non quella di disinformazione”.

“Se devo dirla tutta: sono io che ho chiesto al mio studio  di verificare bilanci e continuità aziendale di Abruzzo Engineering, di verificare la fondatezza e la sostenibilità del piano industriale che avrebbe dovuto assicurare futuro all’azienda”.

“Rigetto ogni tipo di insinuazione. Sono determinato a sostenere la società pubblica della Regione Abruzzo con tantissime persone in cassa integrazione. Cialente ha insistito per coinvolgimento del personale di Abruzzo Engineering, così come la Pezzopane, sindacati, consiglieri regionali aquilani e riunioni dei capigruppo. Questa vicenda non fa venir meno le speranze per lavoratori di Abruzzo Engineering per loro sostegno, saranno sostenuti”.

“Stamattina il sindaco dell’Aquila Cialente mi ha detto che se tolgono 25 persone di Abruzzo Engineering che lavorano negli uffici della ricostruzione “si blocca”.

L’ORDINE DEI GIORNALISTI REPLICA: ”MALCOSTUME E’ IN POLITICA”

L’AQUILA – L’Ordine dei giornalisti dell’Abruzzo “bacchetta” il presidente della Regione, Gianni Chiodi, che, commentando gli articoli odierni sull’inchiesta per corruzione ha parlato, in Consiglio Regionale, di “malcostume che sta imbarbarendo la nobile arte del giornalismo”, mentre l’ordine afferma che “il vero malcostume è nella politica”.

“Piuttosto che preoccuparsi di questo presunto malcostume – afferma in una nota l’Ordine – il presidente della Regione farebbe bene a preoccuparsi di un diffuso malcostume che sta imbarbarendo, davvero, la nobile arte della politica. Come purtroppo hanno provato le tante inchieste condotte negli ultimi anni dalla magistratura abruzzese sulla sanità o la ricostruzione post-terremoto”.

“Il sospetto – prosegue l’Odg – è che la politica tenda a stilare una sorta di lista di proscrizione dei giornalisti sgraditi, ‘rei’ di pubblicare le notizie che non piacciono; anche quando si tratta di stralci virgolettati di citazioni di fonti ufficiali, come nel caso di una ordinanza del giudice per le indagini preliminari che si occupa di una inchiesta per gli appalti legati alla ricostruzione post-sisma”.

“Il tentativo di condizionare il lavoro dei giornalisti – conclude la nota dell’Ordine – sembra essere diventato nel nostro Paese lo sport nazionale, e per farlo non si fa economia di strumenti, come le leggi-bavaglio o gli insulti personalizzati. Vogliamo rassicurare il presidente Chiodi che i giornalisti abruzzesi continueranno a svolgere il proprio dovere professionale senza vincoli e condizionamenti”.

LE REAZIONI/CAMPO E PAOLELLI (UIL): ”VUOTO PROGETTUALE RIEMPITO DA CORRUZIONE”

PESCARA – Il “vuoto progettuale e normativo è riempito da corruzione e malaffare”, a giudizio della Uil che commenta così la recente inchiesta legata alla ricostruzione post terremoto in una nota firmata da Roberto Campo e Pietro Paolelli.

“Chiedemmo una legge quadro regionale sulla ricostruzione – affermano i due esponenti Uil – ma Guido Bertolaso e Gianni Chiodi dissero che era uno strumento rigido, ed era meglio operare con le ordinanze. E nulla è stato fatto, neppure per un accordo quadro regionale sulla ricostruzione, da applicare anche mediante ordinanze. Risultato: non c’è alcun progetto condiviso sulla ricostruzione, manca un quadro normativo adeguato. Condizione ideale per uno spettro di comportamenti che vanno dalla speculazione alla criminalità”.

“Anche sulla ricostruzione, come già sulla sanità – prosegue la nota – il ruolo commissariale non è impiegato come uno strumento di velocizzazione al servizio di obiettivi trasparenti e condivisi, ma sostituisce politica e partecipazione”.

La Uil spera che quest’ultimo episodio “sia almeno colto come l’occasione per finalmente cambiare, discutere pubblicamente il merito e il metodo di un’opera di ricostruzione che per portata e difficoltà non ha paragoni, su cui devono cimentarsi il meglio dell’Abruzzo e dell’Italia, spazzando via profittatori, corruttori, corrotti e banditi”.

CESARE D’ALESSANDRO (IDV): ”LIBERTA’ DI STAMPA LA FANNO I GIORNALISTI” 

“Dalle parole di Chiodi emerge qualche perplessità sulla libertà di stampa che inizia a preoccuparmi – ha dichiarato Cesare D’Alessandro, Idv –  Montesqieu scrisse un opuscolo sulla divisione dei poteri: scrisse che ci voleva potere esecutivo, legislativo e giurisidizionale”.

“Con la rivoluzione francese – ha aggiunto – si affermò la libertà stampa. La libertà di stampa la decidono i giornalisti a schiena dritta, che non si fanno intimidire dalle sue affermazioni. Nel nostro paese i giornalisti hanno diritto di scrivere in ragione della loro coscienza. I rapporti del suo collaboratore e del suo studio con Abruzzo Engineering emergono dalle intercettazioni”.

“Ieri un suo assessore ha avuto l’interdizione, perché implicata in questione di tangenti ricevute da persone che oggi sono agli arresti. Se ci fosse la legge sulle intercettazioni oggi non sapremmo perché Ezio Stati  è agli arresti”.

“Oggi se noi sappiamo ciò che è successo lo dobbiamo alla libera stampa. Vogliamo sapere quello che è successo da lei, presidente”.

“Avevamo chiesto di insediare una commissione consiliare per rendere trasparente processo di ricostruzione. Non è esclusa la creazione di commissione d’inchiesta. Non ci fidiamo più del presidente Chiodi. Non si può non accorgersi, o annusare, dove si sta andando. Si deve fare chiarezza. Non pronunciamo sentenze di condanne, ma vogliamo chiarezza. La chiarezza è parlare della situazione che si è determinata a seguito degli arresti, non della situazione di Abruzzo Engineering”.

IDV SOLIDALE CON STAMPA ABRUZZESE

L’AQUILA – “Condanniamo senza mezzi termini l’attacco gratuito agli organi di informazione abruzzese che il presidente della Regione, Gianni Chiodi, ha lanciato oggi nel corso del Consiglio regionale”.

Lo dichiarano i consiglieri dell’Italia dei Valori alla Regione Abruzzo dopo le dichiarazioni di Chiodi sulle notizie riportate dagli organi di stampa, relative alla recente inchiesta giudiziaria che ha coinvolto esponenti del centrodestra abruzzese.

“L’attacco di Chiodi – scrivono in una nota – anche alla luce anche degli scandali giudiziari che si susseguono nella ricostruzione dell’Aquila, sembra essere un volgare tentativo di condizionare il lavoro dei giornalisti abruzzesi, inammissibile in un sistema democratico”.
 
“Invece di perdere tempo ad attaccare la stampa – concludono i consiglieri Idv – Chiodi investa  le sue energie per fare chiarezza sulle sue posizioni e su quelle eventuali della sua giunta, e, prima di accusare chi quotidianamente fa il proprio mestiere, si carichi almeno della consapevolezza che tali atteggiamenti stanno allargando in maniera quasi irreversibile il divario tra i cittadini e la fiducia nelle istituzioni”.

CAMILLO D’ALESSANDRO (PD): ”FALLITA RIVOLUZIONE MERITOCRATICA”

Immediate le reazioni in aula, con esponenti di maggioranza ed opposizione che hanno espresso punti di vista contrapposti.

“Questa non è aula giudiziaria, non si esprimono giudizi su accuse, e su eventuali condanne.  – ha aggiunto il capogruppo Pd Camillo D’Alessandro – Qui però è rappresentato tutto l’Abruzzo, quindi  non si possono evitare valutazioni politiche.

“È compensibile l’agitazione di Chiodi, ma se avesse riflettuto non avrebbe esordito puntando indice sulla stampa. La stampa riporta ciò che si fa o non si fa. Il problema non è la stampa.  Ciò che accaduto è un fatto grave. Le ipotesi di reato, avvengono sulla cosa più odiosa: l’idea che dopo le lacrime e la disperazione qualcuno possa fare affari”.

“Questo è un fatto politico, perché l’assessore Stati aveva la delega per la Protezione civile. Questo consiglio regionale deve chiarire eventuali coinvolgimenti su ciò che è accaduto”.

“È un fatto grave che la procura antimafia sia occupata di azioni di esponenti della Giunta.  Non vorrei che cedessimo in una difesa d’ufficio  che non fa mai bene”.

“Chiodi non sarebbe mai stato eletto presidente se non ci fosse stata la vicenda giudiziaria che ha portato al voto anticipato. Chiodi deve chiedere scusa agli abruzzesi”.

“Nel suo insediamento Chiodi ha annunciato rivoluzione meritocratica, riconciliazione della politica coi cittadini.  Chiodi fallisce in obiettivo primario. Il Consiglio regionale si occupi di questioni che contano in Abruzzo. La legge sull’osservatorio per la ricostruzione non viene attuata”. 

“Abbiamo richiesto consiglio regionale straordinario sulla vicenda della ricostruzione, da convocarsi prima della pausa estiva”.

SAIA (PDCI): ”NON E’ UNA GIORNATA FELICE” 

“Non è giornata felice per il Consiglio regionale. – ha commentato Antonio Saia, Pdci – Ancora una volta parliamo di vicende giudiziarie. Sono colpito  umanamente. Occorrono delle risposte. La stampa deve essere libera, in America la stampa mette in discussione addirittura missione in Afghanistan.  Avrei voluto ascoltare altre cose da Chiodi”.

La mattinata è iniziata con la protesta della lega nord fuori l’Emiciclo la seduta del Consiglio regionale. Una riunione che si annuncia infuocata per le ripercussioni della bufera giudiziaria che ha coinvolto l’ex assessore Daniela Stati e per un ordine del giorno complesso e articolato nel quale spicca la variazione di bilancio 2010.

MOLINA (LEGA): ”GOVERNO PRENDA IN MANO RICOSTRUZIONE”

“La ricostruzione deve essere presa in mano dal Governo  – ha dichiarato Ennio Molina, responsabile territoriale della Lega Nord all’Aquila – E’ ormai evidente l’incapacità delle Istituzioni locali. Per non parlare della corruzione. Gli arresti sono solo la punta dell’iceberg. Noi siamo per la legalità e contro ogni forma di consociativismo”.

Queste le prime reazioni di alcuni consiglieri raccolte prima dell’inizio dei lavori.

ARGIRO’ (PDL): ”MASSIMA STIMA PER LA STATI”

“Ieri ho lavorato nelle commissioni fino a mezzanotte – ha spiegato il consigliere Nicola Argirò – quindi gli echi sono arrivati a sprazzi  nel corso della giornata. Dispiace sia accaduto in un momento di riforme così importanti come quelle che stiamo affrontando, ma ribadisco la massima stima per nei confronti di Daniela Stati. Per come la conosco mi sembra strano e spero sia stata una vittima e non una complice di tutta qusta vicenda. I fatti contestati sono gravi ma vanno verificati”.

SOSPIRI (PDL): ”VERITA’ VERRA’ A GALLA”

“Sono dispiaciuto dal punto di vista umano – ha aggiunto l’esponente Pdl Lorenzo Sopsiri – ma non conosco le carte. In questi casi l’unica cosa da fare e attendere. La verità viene sempre a galla”.

SCLOCCO (PD): ”CITTADINI PERDONO LA FIDUCIA”

“In questi casi – dichiara il consigliere Pd Marinella Sclocco – il garantismo vale per tutti e finchè i fatti non sono accertati bisogna utilizzare la massima cautela. Certo è che una considerazione è che a perderci siamo tutti. I cittadini perdono la fiducia nei confronti della politica.

DI MATTEO (PDL): ”SONO GARANTISTA, ASPETTIAMO”

“Sono sempre stato garantista, non un opportunista – ha detto Emiliano Di Matteo, Pdl – Garantista vuol dire aspettare che la gente faccia il proprio dovere. Quando D’Alessandro dice di non fidarsi di Chiodi vorrei sapere se ha detto le stesse cose del suo leader Di Pietro  che è indagato per truffa. Qunado uno è indigato non vuol dire sia condannato. Aspettiamo il corso della magistratura. Ieri il Procuratore della Repubblica ha detto che non ci sono altri esponenti  regionali coinvolti”.

ACERBO (PRC): ”GENTE NON NE PUO’ PIU”

“Anche io sono un garantista – ha replicato Mauriczo Acerbo, Prc – L’inchiesta avrà ripercussioni sul giudizio dell’intera comunità nazionale nei nostri confronti. Ci aspettiamo che tutta la comunità nazionale sia vicino alla popolazione terremotata. Ma se passa idea che qui c’è chi vuole speculare su terremoto perdiamo ogni credibilità e simpatia.  Centrodestra ha vinto perché Del Turco è stato arrestato. Più di metà degli abruzzesi non ha votato alle elezioni regionali. La maggioranza degli abruzzesi non ha votato perché da destra a sinistra non ne possono più degli scandali”.

MENNA (UDC): ”PAGINA TRISTE”

“E’ una pagina triste per il Consiglio regionale. Esprimo la mia solidarietà alla Stati e aggiungo che non ci possono essere speculazioni politiche. La questione morale esiste in Abruzzo come in Italia”. ha detto Antonio Menna, Udc,

CAPORALE (VERDI): ”CI VUOLE CONSIGLIO STRAORDINARIO”

“Confermo solidarietà umana e professionale a Stati e Chiodi – ha spiegato Walter Caporale, Verdi –  Ma dobbiamo fare Consiglio regionale straordinario sulla vicenda”.

GIULIANTE: ”QUESTO DIBATTITO NON MI PIACE”

“Il dibattito che si è creato in quest’aula non mi è piaciuto. – ha chiosato il capogruppo Pdl Gianfranco Giuliante –  Quando si affrontano problematiche importanti come quelle che molti consiglieri hanno affrontato, è necessario farlo con spirito e logica diversa.

Si è fatto riferimento alla separazioni dei poteri. Sembra che mentre al potere giudiziario, che in queste ore sta iniziando il suo iter, in termini politici è possibile in termini pregiudiziali individuare i colpevoli. Il pregiudizio è un giudizio precedente alla conoscenza. Ci troviamo di fronte a notizie frammentarie, senza quadro di riferimento complessivo.

C’è stata informativa del presidente Chiodi che ha stabilito due livelli: il primo quello giudiziario, che deve fare il suo corso. Ha dichiarato, poi,  che se esiste un nesso di relazione tra la politica e tentativo di salvataggio di lavoratori di Abruzzo Engineering, qui siamo tutti colpevoli.

Io per primo ho chiesto che 200 lavoratori della società, con competenze  e professionalità di alto livello, avessero loro allocazione nel mercato del lavoro aquilano.

La stessa cosa ha fatto Acerbo, che ha ricordato che professionalità di lavoratori. Quest’aula ha chiesto Consiglio regionale ad hoc deve e può sospendere giudizio per non fare attacchi ingiusti e ingiustificati. Gli errori devono essere pagati da chi eventualmente li ha commessi, ma non si può mettere sotto processo un’intera classe dirigente”.

I SENATORI DELL’IDV: ”GOVERNO RIFERISCA IN PARLAMENTO”

 “Dopo le dimissioni dell’assessore regionale, il Governo riferisca al Parlamento sulle capacità del commissario Chiodi”.

Lo chiedono i senatori abruzzesi dell’Italia dei valori, Alfonso Mascitelli, Elio Lannutti e Giuliana Carlino, in riferimento alle nuove vicende giudiziarie che hanno colpito l’Abruzzo, “affinché il Governo risponda sulle capacità effettive di coordinamento e controllo di Chiodi, nella sua veste di commissario ad acta per la ricostruzione”.

CHIODI: NESSUNA INTENZIONE DI CRITICARE LA STAMPA

 “Con le mie dichiarazioni non avevo la minima intenzione di criticare la stampa che, nella quasi totalità dei casi, per ciò che mi riguarda, ha ricostruito la vicenda in modo equilibrato.

Il mio rispetto per la libertà di stampa è massimo. Non mi sono mai lamentato di articoli che criticavano il mio operato. Mi lamento solo quando si vulnera la correttezza dell’informazione attraverso titoli che forniscono una rappresentazione dei fatti non corrispondenti alla realtà della notizia”.

Il Presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, commenta così il suo intervento di oggi in consiglio regionale in relazione alla vicenda che ha portato alle dimissioni dell’assessore Daniela Stati.

“La mia intenzione – ha proseguito il Presidente – era solo quella di stigmatizzare il comportamento di chi si è abbandonato ad interpretazioni di natura allusiva. Con questo non ho inteso giammai esercitare censure alla libertà di espressione ed opinione dei giornalisti, bensì affermare che le notizie devono essere riportate in maniera corretta”

IL PD: INACCETTABILE ATTACCO DI CHIODI

“Inaccettabile l’attacco di Chiodi ai giornalisti. Ci sono regole in democrazia alle quali nessuno può sottrarsi, neppure Chiodi, che ha vinto le elezioni proprio dopo vicende giudiziarie”.

Lo afferma Silvio Paolucci, segretario regionale del Pd abruzzese, commentando l’attacco del presidente Chiodi alla stampa.

“Attaccare la stampa è inaccettabile” dice Paolucci, “piuttosto Chiodi apra una fase per dirci in che modo sta guidando la ricostruzione di cui è commissario: gli abruzzesi non sanno nulla su tempi e risorse disponibili, mentre si susseguono dubbi e sospetti che gettano fango sugli abruzzesi onesti.

Chiodi abbia il coraggio di cambiare pagina e inaugurare una fase nuova nella ricostruzione, affinchè diventi dibattito regionale, occasione per far assumere protagonismo e misurare la classe dirigente”.

TANCREDI (PDL): ”PRESSIONI SU ABRUZZO ENGINEERING”

PESCARA – “Sono certo che Daniela Stati dimostrerà la correttezza del suo comportamento”.

Lo afferma in una nota il senatore del Pdl, Paolo Tancredi.

“Non posso però non ricordare, leggendo i commenti sulla stampa di queste ore – attacca – che Abruzzo Engineering è una società fondata dalla Giunta regionale Del Turco e dalla presidenza provinciale Pezzopane, la cui proprietà è per il 60 per cento della Regione Abruzzo, per il 10 per cento della Provincia dell’Aquila e per il 30 per cento del gruppo Finmeccanica”.

Tancredi fa un piccolo errore nelle percentuali: la Provincia dell’Aquila ha il 7,5 per cento, mentre quella di Pescara, non citata, il 2,5 per cento.

“Si può riscontrare molto facilmente – ricorda Tancredi nella sua nota – che Abruzzo Engineering ha avuto affidamenti per diverse decine di milioni di euro dalle presidenze Del Turco e Pezzopane”.

“Così com’è facile riscontrare dalle cronache delle stesse testate – conclude – che oggi però non ne fanno cenno, le pressioni continue sulla Giunta Chiodi di tutte le forze sindacali e di tutte le opposizioni per far avere nuovi affidamenti alla società Abruzzo Engineering che, è bene ricordarlo, ha un organico di circa 200 dipendenti”.