L’AQUILA – Si è confessato ai giornalisti il padre della studentessa laziale vittima della violenza sessuale che si è consumata fuori una discoteca di Pizzoli (L’Aquila). L’uomo è all’Aquila, in compagnia della moglie e della figlia, per assistere alla prima udienza del processo con rito immediato che vede imputato il militare campano Francesco Tuccia.
Che cosa si aspetta da questo processo?
Si spera in una sentenza giusta che faccia da deterrente per altri fatti simili e dia modo che in futuro non succedano altri fatti simili.
Come sta la ragazza?
Ha ripreso gli studi e in apparenza traspare una certa tranquillità. Ha alti e bassi, momenti di nervosismo, magari l’avvicinarsi del processo l’ha resa nervosa. Si spera che finisca subito.
Voi genitori che cosa provate?
Abbiamo passato un momento in cui nostra figlia poteva anche morire, c’è voluto tempo e ci sono conseguenze, ma ci siamo risollevati. C’è rabbia per un gesto senza spiegazione. Questi fatti si leggono sui giornali e non ci si aspetta mai che succedano, poi quando ti capita non ci si dà una spiegazione.






