PESCARA – Primarie del Partito democratico: arriva la risposta dei sindaci “bersaniani” al movimentismo dei sostenitori del sindaco di Firenze, Matteo Renzi, che sta aprendo comitati in tutto Abruzzo, l’ultimo dei quali annunciato questa mattina all’Aquila dai promotori Gianluca Cervale, responsabile locale del “club”, Francesco Iritale, segretario cittadino dei democrat, e Americo Di Benedetto, presidente dell’assemblea provinciale del Pd e della società pubblica di gestione del ciclo idrico integrato nell’Aquilano, la Gran Sasso Acqua.
Dalle città principali fino ai centri minori, sono 57 i sindaci abruzzesi che lanciano un appello per Pier Luigi Bersani.
Nel documento sottoscritto dai primi cittadini, gli amministratori piddini comunicano l’appoggio al segretario nazionale perché “l’Abruzzo sta vivendo una fase molto difficile, poiché in questi anni ha subito una diminuzione della ricchezza prodotta più pesante di altre regioni; la sua occupazione e i livelli di reddito, in una realtà produttiva regionale dove forte è l’incidenza della grande industria manifatturiera, hanno registrato una contrazione drammatica, a causa della crescita abnorme delle ore di cassintegrazione; le piccole e medie imprese faticano ad andare avanti, con l’accesso al credito divenuto sempre più proibitivo”.
“Il terremoto aquilano non ha fatto altro che aggravare la crisi economica nella nostra regione. Sfide assai impegnative – si legge nel documento – attendono nel prossimo futuro la nostra comunità regionale se vogliamo far ripartire l’Abruzzo, pena il suo progressivo declino e persino la messa in discussione della sua tenuta sociale ed economica”.
“La ricostruzione dei centri storici e delle città colpite dal terremoto deve finalmente partire, superata la fase del commissariamento – aggiungono i sindaci – e alla ricostruzione materiale dovrà legarsi quella economica e sociale, una nuova politica industriale per il turismo, per la cultura, per il rilancio dei territori. L’Abruzzo nel suo insieme ha necessità di conoscere una nuova stagione di sviluppo, puntando sullo sviluppo sostenibile, sulla formazione, sulla ricerca, sul sistema universitario, sulla specializzazione e sull’internazionalizzazione delle imprese locali, scommettendo sul talento dei suoi giovani, e sui suoi valori di solidarietà e coesione sociale”.
“Siamo certi che il nuovo Abruzzo per il quale ci battiamo avrà in Pier Luigi Bersani un interlocutore attento, prezioso, operativo e concreto – afferma infine il documento – come è nella cifra del segretario nazionale del Partito democratico”.
PROVINCIA DELL’AQUILA
Massimo Cialente (L’Aquila), Andrea Scarnecchia (Barrea), Aurelio Maurizi (Castellafiume), Gianfranco Tedeschi (Cerchio), Dario De Luca (Collarmele), Massimo Colangelo (Corfinio), Mario Di Braccio (Gagliano Aterno), Valter Chiappini (Lucoli), Giorgio Blasetti (Massa d’Albe), Roberto D’Amico (Morino), Giuseppe Berarducci (Pettorano sul Gizio), Antonio De Crescentiis (Pratola Peligna), Renato Pietroletti (Rocca di Botte), Lorenzo Berardinetti (Sante Marie), Ileana Schipani (Scontrone), Leonardo Lippa (Villavallelonga), Lucio Di Domenico (Villetta Barrea).
PROVINCIA DI CHIETI
Camillo Di Giuseppe (Altino), Concetta Di Luzio (Casalincontrada), Emilio Di Lizia (Castiglione Messer Marino), Angelo Pollutri (Cupello), Rocco D’Adamio (Dogliola), Giovanni Di Stefano (Fresagrandinaria), Fausto Stante (Fossacesia), Nicola Andreacola (Giuliano Teatino), Antonino Amorosi (Lama dei Peligni), Mario Pupillo (Lanciano), Carlo Moro (Lentella), Antonio Tamburrino (Montenerodomo), Ernesto Sciascia (Monteodorisio), Vincenzo D’Ottavio (Ortona), Roberta Marulli (Palmoli), Orlando Donatucci (Roccamontepiano), Angelo Radica (Tollo), Luciano Lapenna (Vasto).
PROVINCIA DI PESCARA
Antonio Di Marco (Abbateggio), Silvina Sarra (Bolognano), Marcello Chella (Bussi), Gabriele Florindi (Città Sant’Angelo), Giuseppe Esposito (Lettomanoppello), Gennaro Matarazzo (Manoppello), Rocco D’Alfonso (Penne), Giorgio D’Ambrosio (Pianella), Concezio Galli (Popoli), Antonio Linari (Torre de’ Passeri).
PROVINCIA DI TERAMO
Franco Giovannelli (Alba Adriatica), Paolo Paolini (Basciano), Mario Di Pietro (Bellante), Silvio Antonis (Castelcastagna), Gabriele Minosse (Cortino), Giuseppe D’Alonzo (Crognaleto), Francesco Mastromauro (Giulianova), Alfredo Di Varano (Isola del Gran Sasso), Orazio Di Marcello (Mosciano Sant’Angelo), Antonio Di Giustini (Pietracamela), Franco Tarquini (Tossicia), Vincenzo Esposito (Valle Castellana).
Sostenere la candidatura alle primarie di Matteo Renzi, allargare la base del Partito democratico dell’Aquila ai giovani e a pezzi di società civile e aprire non una guerra ma una ‘dialettica’ con lo storico gruppo dirigente ex Pci, Pds e Ds, in particolare la “Triade” Massimo Cialente–Giovanni Lolli–Stefania Pezzopane.
Il fatto che nessuno sia “contro” viene ribadito a ogni pie’ sospinto, ma è abbastanza evidente che nasce con questa doppia missione, sostegno nazionale e sfida a livello locale, il comitato promotore nel capoluogo per la scalata lanciata dal sindaco di Firenze alla leadership del centrosinistra.
Oggi la presentazione del nuovo gruppo in un incontro con la stampa, alla presenza, tra gli altri, del presidente dell’assemblea provinciale del Pd, Americo Di Benedetto, del coordinatore comunale aquilano, Francesco Iritale, e del neo coordinatore del comitato renziano, Gianluca Cervale.
Inevitabile partire dal mancato di Renzi all’Aquila nella sua giornata abruzzese dello scorso 1° ottobre. È stato a Chieti, Pescara e Teramo, ma nell’Aquilano ha scelto Sulmona.
“Non ha snobbato L’Aquila – assicura Iritale – Ci hanno chiamato venerdì per venire lunedì alle 14, l’avremmo potuta fare lo stesso organizzando in fretta e furia ma rischiava di esserci poca gente, vista anche la forte base bersaniana che c’è qui”.
“Mi auguro di poterlo incontrare la prossima settimana – svela Di Benedetto – ma il punto è che all’Aquila non può semplicemente ‘passarci’, ma deve venire e fare un’iniziativa come si deve. Per la città, in esclusiva”.
“Ci hanno promesso che Renzi verrà di sicuro prima del 25 novembre – rincara Iritale – In realtà anche noi abbiamo chiesto più giorni di tempo per organizzare bene la cosa”.
Quanto alle ripercussioni locali, Iritale ricorda che “Renzi si candida per le primarie nazionali per il premier, non per diventare nuovo segretario del Pd. È un movimento che sta nascendo in tutta Italia – aggiunge – ed è naturale che i giovani si schierino da quella parte, ma non ci sono guerre. C’è una dialettica tra un nuovo gruppo dirigente e quello consolidato, una cosa normale”.
Questo sta a significare che se per esempio la Pezzopane diventerà parlamentare il Pd chiederà di inserire un giovane al suo posto come assessore? “Magari! Se così fosse sarebbe un bel segnale, se e quando sarà il momento perché no”, spera Iritale.
“Il comitato – chiarisce Di Benedetto – nasce per creare un’alternativa dentro e fuori il Pd, democraticamente certificata, perché non si lavora mai contro. È chiaro che si sta cercando di fare un discorso per rafforzare il partito, con una maggiore effervescenza e vitalità che possa riportare interesse per la politica a persone oggi lontane, non esclusivamente i giovani perché il rinnovamento passa per la mentalità. Dal mio punto di vista, una scelta coraggiosa”.
Cervale pure conferma che con questa nascita “proponiamo di allargare il Pd e iniziare un percorso che porti ad avvicinare pezzi di società civile al partito. Pensiamo che Renzi sia un’occasione per fare questo, allargare – afferma – Non facciamo partire il comitato contro qualcuno, ma per fare qualcosa, la logica è ‘per’”.
A livello organizzativo aggiunge che “siamo partiti con dieci persone, il minimo, ma stiamo già cominciando a raccogliere adesioni e andremo avanti in questo senso”. Da poche ore in tal senso è stato creato anche il gruppo su Facebook “L’Aquila per Matteo Renzi”.
Ma le primarie si faranno davvero o sarà una corsa a briglia sciolta? “Adesso siamo concentrati sulle regole, che sono sgangherate, se si cambiano le regole delle primarie sarà difficile starci dentro – conclude Di Benedetto – Sabato ci sarà l’assemblea nazionale, speriamo che i cittadini saranno messi in condizione di partecipare”. Alberto Orsini





