PESCARA – Con 27.5 dosi al giorno su mille abitanti, Pescara è di fatto la città italiana con il maggior consumo di cocaina, la seconda sostanza stupefacente più diffusa in Italia,  dopo la cannabis e i suoi derivati, con una media nazionale compresa tra 9.5 e 12 dosi al giorno per 1.000 abitanti.

È quanto emerge dalla mappatura dei consumi di droga nelle città italiane realizzata dall’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, grazie a uno studio finanziato dal Dipartimento per le Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio  sulle analisi delle acque refluee, i cui risultati sono stati pubblicati nella Relazione Annuale al Parlamento.

Per quanto riguarda la cocaina, si passa da estremi di poco meno di una dose al giorno su 1.000 abitanti a Belluno (seconda campagna) fino alle 27.5 di Pescara, e 26 di Montichiari. Consumi piuttosto elevati, attorno a 20 dosi  al giorno su 1000 abitanti, sono stati rilevati anche a
Venezia, Fidenza, Roma, Bologna, Merano.

Ed è proprio alla città abruzzese che spetta il primato, un dato di gran lunga più alto rispetto alla media nazionale e regionale. A L’Aquila, ad esempio, il consumo è di 12,6 dosi al giorno su mille abitanti, in linea con il resto del Paese. Dato comunque in crescita rispetto al 2020,  quando si registravano 6,9 dosi.

Complessivamente hanno aderito allo studio 33 città in cui sono stati raccolti 231 campioni per campagna analitica (totale 924 campioni) e in ciascun campione sono state analizzate e quantificate 21 differenti sostanze stupefacenti “maggiori” e loro metaboliti nell’arco di 2 anni.

Nel 2022, sono state circa 4 milioni e 900mila gli italiani che hanno fatto uso di almeno una sostanza psicoattiva illegale, dato in linea con quello rilevato nel 2017. Gli utilizzatori sono prevalentemente di genere maschile e under 35. Le persone che hanno fatto uso di cocaina sono 500mila (1,1%), dato in crescita dal 2017 (+17%).

La cocaina continua ad essere una delle sostanze più presenti nel mercato delle droghe in Italia, con un flusso di sostanza proveniente in prevalenza via mare dai Paesi di produzione sudamericani.

Negli ultimi quattro anni i quantitativi intercettati nel nostro Paese sono passati da circa 3 tonnellate e mezzo (2018) a oltre 26 tonnellate di sostanza sequestrata, il 77% delle quali presso le aree doganali marittime. A fronte di una maggiore diffusione nel territorio non è cambiata nel tempo la concentrazione media (70%) di principio attivo rilevata nei campioni di sostanza analizzati.

Stabili anche il costo medio al chilogrammo a livello del narcotraffico (38.300 euro) e il prezzo sul mercato della strada, dove un grammo di sostanza costa in media 83 euro. La spesa per il consumo stimata nel 2022 rappresenta poco meno di un terzo della spesa generale attribuita all’acquisto di sostanze stupefacenti e si aggira intorno ai 5 miliardi di euro.

Tornano a crescere anche i consumi fra i giovanissimi (15-19enni): nel 2022 circa 44.000 studenti (ossia il 2% della popolazione studentesca) ne riferiscono l’utilizzo. Sono mezzo milione le persone tra i 18 e gli 84 anni (1,1%) che ne hanno fatto uso nel corso dello stesso anno rendendo evidente che la cocaina resta una delle sostanze stupefacenti più diffuse nel Paese, dato confermato anche dalle analisi delle acque reflue.

La penetrazione nei territori è confermata anche dall’incremento nell’ultimo decennio delle segnalazioni per possesso di sostanza per uso personale (Art.75 DPR n.309/1990), che rappresentano il 18% del totale delle segnalazioni avvenute nel 2022 e che vedono protagonisti soprattutto i consumatori con almeno 30 anni di età.

A fronte di un generale decremento delle denunce per traffico e detenzione (Art.73 DPR n.309/1990) e quelle per associazione finalizzata al traffico illecito (Art.74 DPR n.309/1990), crescono in percentuale quelle associate a reati penali cocaina/crack-correlati.

Gli ultimi anni hanno reso evidente anche il maggiore impatto dei danni sanitari correlati alla sostanza e, se i dati del 2022 riferiti alle persone in trattamento presso i SerD, per uso primario o secondario di cocaina, mostrano una sostanziale stabilizzazione, cresce il numero di coloro che intraprendono un percorso nell’ambito dei servizi per le dipendenze del Privato Sociale, dove questa è la sostanza per il maggior numero di persone (39%) in trattamento.

Importante inoltre evidenziare che la cocaina rappresenta la sostanza d’uso primaria per oltre la metà dei detenuti tossicodipendenti e che il numero assoluto dei detenuti assistiti per disturbi da uso di sostanze da questa sostanza (10.047 soggetti) è quasi il doppio di quello riferito agli oppioidi (5.323 soggetti). In progressivo aumento anche i ricoveri correlati al consumo di cocaina, sia per diagnosi principale sia per
diagnosi multiple droga-correlate, rispettivamente pari al 24% e 34% dei ricoveri droga-correlati.

Coerentemente aumentano anche i decessi attribuibili a overdose da cocaina/crack che nel 2022 hanno superato il 22% del totale (n.66).

In generale si assiste quindi a un aumento della diffusione di cocaina, sia sul mercato sia a livello dei consumi: un fenomeno che necessita di essere attentamente monitorato al fine di contrastarne la diffusione e prevenirne il consumo.

Nel corso dell’anno 2022, le operazioni antidroga di rilevanza penale svolte dalle Forze di Polizia in Italia e nelle acque internazionali limitrofe sono state 19.198, 391 delle quali in Abruzzo, con un decremento del 10% rispetto all’anno precedente, raggiungendo valori in linea con quelli registrati nel biennio 2014-2015.

Ed è cresciuto, tra il 2020 e il 2022, il consumo di ketamina in alcune città come Milano (da 6 a 14 mg al giorno ogni 1.000 abitanti), Bologna (da 12 a 22) e Firenze (da 8 a 18). Tra le città con più consumo pro capite di cannabis ci sono Nuoro, Cagliari e Trieste.

“Il progetto Acque reflue – spiega Sara Castiglioni, capo del laboratorio di Indicatori Epidemiologici Ambientali del Mario Negri – ha sviluppato una rete di rilevamento che ha incluso 33 città di 20 regioni. La metodica analizza i residui metabolici delle sostanze stupefacenti nelle acque urbane arrivate ai depuratori, per stimare le sostanze vengono consumate dalla popolazione”.

L’analisi ha permesso di osservare molta variabilità tra le città: per la cannabis si sono rilevati consumi maggiori di 100 dosi al giorno per 1.000 abitanti a Nuoro, Bologna, Fidenza, Cagliari, Trento e Trieste e consumi pari a 12 dosi giornaliere ogni 1.000 abitanti a Belluno.

I dati hanno permesso di rilevare anche il consumo di nuove sostanze psicoattive. L’uso della ketamina si riscontra in quasi tutte le città analizzate con una media di 5 mg al giorno per 1.000 abitanti e consumi medi sopra della media in alcuni capoluoghi quali Bologna, Cagliari, Firenze, Milano, Torino e Venezia. I consumi medi di metamfetamina sono costantie con valori più elevati a Roma.

“Quanto all’ecstasy (Mdma), dopo il calo del 2020 – aggiunge Castiglioni – si nota un aumento nell’autunno del 2021 probabilmente in concomitanza con la riapertura delle discoteche dopo lo stop per la pandemia Covid”.