ANVERSA DEGLI ABRUZZI – Era stato dimesso martedì scorso dall’ospedale, dove era stato ricoverato dopo un’intossicazione da anticrittogamici finiti negli alimenti, forse radicchio, mangiati con i parenti, alcuni ricoverati come lui.

Ieri, però, subito dopo aver pranzato a casa, l’anziano di 73 anni originario di Anversa degli Abruzzi (L’Aquila) si è sentito male di nuovo.

All’arrivo in ospedale ha presentato gli stessi sintomi del primo avvelenamento, con grave alterazione della trasmissione dell’impulso nervoso determinata dal veleno.

Anche gli esami del sangue avrebbero evidenziato una drastica riduzione dei valori delle colinesterasi. Insomma, un nuovo caso di avvelenamento, diverso dal primo, apparentemente inspiegabile.

“Il breve intervallo intercorso fra l’ora di pranzo e la comparsa dei sintomi dell’avvelenamento – si legge nel bollettino sanitario del reparto di Rianimazione dell’ospedale di Sulmona – sostiene con forza la causa alimentare e permette di escludere l’intossicazione per inalazione o contatto cutaneo, che per manifestarsi hanno bisogno di un’esposizione massiva”.

“Le condizioni di benessere e normalità degli esami ematici presenti al momento della dimissione ospedaliera del paziente, martedì 13 luglio, confermate nel corso di controlli clinici e di laboratorio effettuati ieri – prosegue il referto – fanno affermare che si tratta si un nuovo e diverso episodio di intossicazione acuta”.

I Carabinieri del Nas, nucleo antisofisticazione di Pescara, hanno eseguito un nuovo sopralluogo nella casa di Anversa degli Abruzzi, dove l’uomo risiede, per cercare di capire le cause che hanno portato alla nuova grave intossicazione.

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