L’AQUILA – Il Circolo Tennis L’Aquila è sempre stato una delle eccellenze sportive del capoluogo. Fondato nel 1930, nel 2008 era 24° in Italia, con oltre 600 soci iscritti.
Non può che essere la conferma di una tradizione di alto livello, allora, il risultato centrato quest’anno, l’approdo in semifinale play off di serie B maschile, a un passo dalla finale per l’A2, sfuggita solo per una giornata storta, un capriccio di sorte.
E tutto questo, combattendo tra le mille difficoltà causate dal terremoto del 6 aprile 2009. Oggi, infatti, le strutture sportive del circolo sono solo parzialmente utilizzabili. La ricostruzione è legata alle scelte del Comune, che degli impianti vicini alla Fontana Luminosa è proprietario.
Nel frattempo il Circolo ha investito di tasca propria per la riapertura parziale, e cerca di fare i conti con una situazione non certo rosea: le iscrizioni alla scuola tennis dopo il sisma si sono dimezzate.
I DANNI
La storica sede di Viale Ovidio, la più antica d’Abruzzo, risalente al ventennio fascista, ha riportato gravissimi danni dopo il sisma, come spiega il segretario tesoriere del circolo, Massimo Moschino. “Abbiamo quantificato i danni sulla struttura – snocciola – in circa 740 mila euro. Gravi problemi riguardano in particolare uno dei campi coperti, che risulta inagibile. La spesa per la riparazione del campo sarebbe di oltre 30 mila euro”.
L’IDEA DEL MINI-PALASPORT
“Stiamo pensando – aggiunge il segretario – di portare avanti un progetto in collaborazione con la Federazione Svizzera. Sulla zona dove oggi sorge il pallone pressostatico danneggiato vorremmo costruire un piccolo palazzetto dello sport. Stiamo cercando di reperire i fondi per realizzare questo progetto che rappresenterebbe un punto di riferimento per la socialità e per le scuole. Gli altri tre palloni pressostatici sono in condizioni precarie: due risultano inutilizzabili e il terzo sarà agibile a breve”.
PUBBLICO E PRIVATO
Le parti strutturali maggiormente danneggiate sono le mura di cinta e l’ingresso. “La situazione – ammette Moschino – è particolare, gli equilibri da trovare sono strani: infatti la struttura è pubblica, di proprietà del Comune, mentre il circolo è privato. Tutti i costi da sostenere sono a carico del Circolo, anche se tutte le migliorie che vengono effettuate rimangono all’amministrazione comunale che, pur nella difficille situazione, dovrebbe partecipare più attivamente”.
Eppure, tra solidarietà e interventi delle altre regioni, le donazioni per il circolo non sono mancate. “Il comune di Barletta – continua Moschino – ci ha destinato 150 mila euro. I fondi però sono bloccati, finiti nel bilancio del Comune, proprietario della struttura, fermi a causa del momento delicato. Lo stesso Comune dovrebbe fare una gara d’appalto per scegliere la società che andrà a realizzare i lavori. Interventi che permetteranno di riparare l’ingresso del circolo e costruire un doppio pallone pressostatico che rimpiazzerebbe i due danneggiati”.
LA RIAPERTURA
La struttura ha riaperto dallo scorso dicembre, con un investimento di 30 mila euro. Soldi, è bene sottolineare, investiti dallo stesso Circolo. “Nei primi mesi successivi al sisma – ricorda il segretario – abbiamo cercato di promuovere la scuola tennis e il circolo, senza scopi di lucro. Stiamo mettendo in moto una macchina organizzativa e di promozione importante, anche se abbiamo commesso dopo il sisma un errore di comunicazione. Sono tante le attività che stiamo portando avanti e tante le trafile da seguire, con ditte, donazioni, Comune, Istituzioni, altre federazioni, come quella Svizzera. Ma questo lavoro deve essere messo in evidenza, soprattutto portato all’attenzione dei soci del circolo. Per loro, non comunicare significa non fare”.
La riapertura parziale non risolve i problemi, ma ha consentito di riprende una gran parte dell’attività del circolo. Quattro campi, tre dei quali in terra rossa e uno in erba sintetica, sono funzionanti. C’è uno spogliatoio provvisorio, in attesa che siano ripristinati quelli originari, grazie alla donazione della ditta che li ha realizzati. Il 6 giugno, inoltre, ha riaperto anche il bar-ristorante. Uno spazio di socialità, un punto di ritrovo estivo tradizionale per molti aquilani, anche per chi non gioca a tennis, e che i gestori sperano possa tornare popolato come un tempo.
Il 14 giugno poi è partito il campus estivo per tennisti da 6 anni in poi. “Un segno incoraggiante – continua il segretario tesoriere del circolo – perché c’è partecipazione. Anche se, purtroppo, la scuola tennis soffre. Dopo il terremoto, le iscrizioni sono diminuite del 50 per cento. La situazione è difficile, vedremo nei prossimi mesi cosa riusciremo a raccogliere, sperando in una partecipazione più attiva del Comune e nell’intervento di altri benefattori”.






