L’AQUILA – Il Comune dell’Aquila firmerà l’intesa con il Governo in base alla quale verranno definiti criteri e modalità di assunzione in vista del ‘mega concorso’ da 300 posti previsto dal maxi emendamento al decreto crestica, contenente le misure per la fine del regime commissariale e la ricostruzione.
Una firma che arriva tra le polemiche: da quelle del presidente della Provincia dell’Aquila, Antonio Del Corvo, che minaccia di non sottoscrivere nessun documento a quelle del sindaco del capoluogo, Massimo Cialente, che replicando alle opposizioni dichiara: “Il centrodestra parla di clientelismo. Loro ne sono esperti, avendolo praticato in Provincia, dove hanno cacciato i precari aquilani per assumere personale che giungeva dalla Marsica”.
Nel corso di un incontro con la stampa, infatti, i consiglieri comunali di minoranza avevano chiesto al sindaco di “sospendere ogni forma di intesa con il governo per la determinazione delle 128 assunzioni per il comune capoluogo previste dalla legge-Barca sulla ricostruzione”.
Come noto, infatti, la prova concorsuale permetterà l’assunzione di 300 persone: oltre a quelle che presteranno servizio presso il Comune dell’Aquila, altre 72 lavoreranno per i municipi del cratere e altre 100 saranno assunte dal Ministero delle Infrastrutture.
Cialente, in questo momento all’estero, ha delegato l’assessore alla ricostruzione, Pietro Di Stefano: “Noi abbiamo proceduto ad una razionalizzazione delle risorse, mentre dall’opposizione, con esponenti della Mpa, La Destra e Udc in prima fila, si affrettano a parlare di clientelismo”.
Dura la replica del sindaco, che alle affermazioni rese durante la conferenza stampa, affonda il colpo: “Pensare di gestire questa vicenda in maniera clientelare non ha senso. Probabilmente loro sono abituati così, noi no. Loro sono abituati a mettersi le dita nel naso, noi no perchè siamo educati. Battute a parte sottolineo solo il fatto che nel 2007, avendone la possibilità, stabilizzai personale precario ‘ereditato’ dal centrodestra. Loro, in Provincia, invece, hanno sbattuto fuori i precari aquilani per assumere quelli marsicani”.
L’invettiva del primo cittadino prosegue: “Dico ai vari D’Eramo, Imprudente e agli altri che le spartizioni di posti sono una loro prerogativa, ma neanche in questo caso ci sarebbero riusciti. Stiamo parlando di stili differenti”. (g.a.)





