L’AQUILA – “Durante l’udienza di oggi, magistralmente condotta dal Gup Giuseppe Grieco, c’è stato un punto a favore delle difese”. È questo il commento dell’avvocato Fabio Alessandroni, difensore di Luca D’Innocenzo, uno degli undici indagati della casa dello studente, riferendosi all’esclusione dell’Università dell’Aquila dagli enti costituiti parte civile nel processo sui crolli del 6 aprile 2009.
“L’Ateneo aquilano – ha spiegato Alessandroni – aveva riposto nella costituzione di parte civile importanti finalità risarcitorie, sia sotto il profilo patrimoniale, sia sotto quello dell’immagine. Tuttavia, incalzato dal fuoco di fila delle nostre eccezioni, il giudice non ha potuto fare altro che dichiarare inammissibile la richiesta dell’Università”.
Sulla base di quanto accaduto oggi, si profila la chiamata in causa dell’Ente quale responsabile civile: “Bisogna ricordare – continua Alessandroni – che dal 1979 al 1982 la casa dello studente, ex palazzo Angelini, è stato di proprietà dell’ex opera universitaria e quindi dell’Università dell’Aquila. Nella prossima udienza studieremo le varie chiamate in giudizio quali responsabili civili dell’Università”.
I difensori degli indagati stanno verificando l’eventualità di presentare la stessa istanza nei confronti della Regione.



