L’AQUILA – “Va rimosso immediatamente il Consiglio d’amministrazione dell’Azienda farmaceutica municipalizzata dell’Aquila”. Lo chiede in una nota l’Ugl, accusando l’azienda di tenere chiuso il suo deposito, spendendo di più per rifornirsi dai grossisti, e assumendo nuovo personale in un momento di crisi.

“La nuova manovra finanziaria – spiega il sindacato – tra le altre cose prevede una grande stangata sulla distribuzione del farmaco per l’imposizione di una trattenuta fiscale del 7 per cento. Questa circostanza sta già comportando come suo effetto l’aumento dei prezzi delle forniture da grossista. In tutta Italia, su indicazione di Assofarm, aziende simili all’Afm si stanno organizzando per dotarsi di magazzini che consentano di evitare l’acquisto da grossista. L’Afm invece, che un deposito lo ha, lo tiene chiuso per un capriccio del Consiglio d’amministrazione”.

“A nulla – prosegue – sono valsi un ordine del giorno votato in Comune comunale all’unanimità, una lettera del sindaco che ordinava la riapertura e la protesta dei lavoratori, tuttora presenti nel presidio permanente della “roulotte del lavoro terremotato”. Il presidente Sconci e company vanno avanti imperterriti per la loro strada e, in un momento in cui i bilanci delle farmacie dell’azienda sono fortemente penalizzati, si permettono anche  il lusso di assumere. Dal 1° giugno, infatti, è stata assunta una nuova farmacista che, insieme ai quattro addetti tolti dal deposito, andrà a gravare sul bistrattato bilancio delle farmacie”.

“L’attuale gestione dell’Afm – conclude l’Ugl – sta distruggendo quella che era la migliore delle municipalizzate e rischia di mettere a repentaglio 90 posti di lavoro. Chiediamo al sindaco, evidentemente ingessato per esigenze partitiche, di ricordarsi di essere il primo cittadino della città e di porre rimedio a questo scempio. Lo stato di agitazione dei dipendenti continuerà finché la situazione non cambierà”.