L’AQUILA – “Mi sembra strano che vi meravigliate, la Procura nazionale e quella distrettuale sono praticamente una sola parte e tra l’altro vanno ad agire su quelli che possono essere i risvolti mafiosi”.

Così il Procuratore della Repubblica dell’Aquila, Alfredo Rossini,  ha risposto alle domande dei giornalisti sull’inchiesta sugli appalti per la ricostruzione che vede coinvolto il coordinatore nazionale del Popolo della libertà, Denis Verdini. “Noi – ha aggiunto – abbiamo una competenza territoriale e ci appoggiamo alla Procura nazionale sotto il profilo dei dati, degli archivi, di tutto quello che può interessare le altre procure distrettuali, dati che loro hanno a disposizione. È normale che quando si presentano certe situazioni lavoriamo entrambi, in qualche maniera facciamo le stesse cose”.

Pur non pronunciando mai il nome di Verdini, Rossini ne ha confermato il coinvolgimento, non aggiungendo altro sulle indagini e sui capi di imputazioni e limitandosi a dire che sono in corso e che non è escluso che possano coinvolgere l’imprenditoria locale: “Se ci sono non vedo perché no, non credo che gli abruzzesi abbiamo un salvacondotto”, ha spiegato.

Il Procuratore capo, che è anche Procuratore distrettuale antimafia abruzzese, ha comunque ricordato, a proposito del lavoro congiunto con la procura nazionale, che “quando ci furono i crolli, forse ricorderete che ho fatto delle dichiarazioni su quello che stavamo facendo perché ritenevo che fosse utile e necessario. In quella occasione – ha affermato – su mio invito intervenne anche il procuratore nazionale antimafia, dando un supporto sul profilo che noi ci aspettavamo. Nello stesso tempo il sostituto procuratore Olga Capasso sta facendo questi lavori in collaborazione stretta con questa procura”.

Più tardi, a una nuova richiesta dell’Agi, Rossini ha ribadito il no comment: “Se avessi confermato questa notizia avrei commesso un reato: non l’ho fatto e pertanto confermo il no comment”.