L’AQUILA – “Mi sono rivolto al Prefetto dell’Aquila affinché convochi un incontro con il sindaco di Trasacco per trovare una soluzione a un problema serio, che conosco. Personalmente non posso fare di più,in quanto non ho competenza diretta su contenziosi di natura amministrativa tra un privato e il Comune di Trasacco”.
Lo afferma l’assessore regionale all’Agricoltura, Mauro Febbo, dopo che questa mattina un allevatore 45 enne di Trasacco si è incatenato per protesta davanti al suo studio professionale a Chieti.
“L’allevatore – dice Febbo – ha chiesto al Comune di Trasacco un contratto quinquennale di pascolo per un terreno gravato da uso civico; contratto che gli permetterebbe di accedere alla Misura compensativa 2.1.4 e dunque di poter beneficiare di contributi finanziari più che mai indispensabili in un momento in cui la crisi colpisce fortemente anche il settore della zootecnia. Il Comune di Trasacco, tuttavia, ha inteso stipulare con l’allevatore un accordo di affido pascolo della durata di un anno”.
“Già il 12 maggio scorso – ricorda Febbo – Giuseppe Tatangelo si era incatenato dinanzi all’assessorato all’Agricoltura: quel giorno gli ho suggerito di presentare una domanda di pre-adesione alla Misura 2.1.4, ma nel frattempo non ha ottenuto il contratto quinquennale, per cui ha deciso di proseguire con la protesta”.
“Spero soltanto – aggiunge l’assessore – che la questione si risolva al più presto perché comprendo le difficoltà dell’allevatore nel portare avanti la sua azienda”.
ALLEVATORE S’INCATENA A UNA BARA DAVANTI ALLO STUDIO DI FEBBO
CHIETI – Incatenato dentro una cassa da morto in via Martiri Lancianesi a Chieti. È così che Giuseppe Tatangelo, allevatore 45 enne di Trasacco (L’Aquila) ha deciso di protestare davanti allo studio dell’assessore regionale all’agricoltura, Mauro Febbo.
L’uomo, che ha iniziato lo sciopero della fame, ha dichiarato: “L’assessore Febbo, tempo addietro, ha promesso che mi avrebbe dato una mano per il rinnovo dell’autorizzazione al pascolo. Ma se tale aiuto non arriverà entro il 23 giugno prossimo – ha proseguito l’allevatore – la mia azienda, con 250 bovini, è destinata a morire”.
Tatangelo, infatti, rischia di perdere 50 mila euro di finanziamenti; ecco perché ha affermato che è disposto a restare incatenato e proseguire la protesta per i prossimi tre mesi.





