L’AQUILA – “Vedo persone che stimo indagate dal procuratore capo della Repubblica dell’Aquila sulla base di assurdità”. Così commenta il critico d’arte Vittorio Sgarbi (nella foto), nel commentare l’inchiesta aquilana su sette esponenti della Commissione Grandi rischi che si riunì all’Aquila il 31 marzo del 2009, cinque giorni prima dalla devastante scossa del 6 aprile.

“È una strana sensazione – attacca Sgarbi – quella di vedere rovesciata la verità; Rossini deve chiedere scusa a Barberi, Boschi e Bertolaso per le accuse finte formulate”.

Secondo la Procura, che indaga sull’ipotesi di reato di omicidio colposo, dopo quella riunione furono date rassicurazioni senza assumere azioni preventive. “Barberi, Boschi e Bertolaso – dice ancora Sgarbi – anziché studiare le scosse non avrebbero avvisato la popolazione del pericolo. Questo per un procuratore che anziché fare le indagini su responsabilità vere, individua responsabilità innaturali”.