WASHINGTON, 3 GIUGNO – “È una cosa mai successa in nessun’altra parte del mondo”. Così Mauro Dolce (nella foto), direttore dell’ufficio rischio sismico del Dipartimento della Protezione Civile, commenta oggi a Washington la notizia di essere tra gli indagati della Procura dell’Aquila nell’ambito della inchiesta sulla mancata evacuazione della città prima del terremoto del 6 aprile 2009.

“È ben consolidato nella comunità scientifica internazionale – ha detto Dolce all’Ansa – che i terremoti non si possono prevedere nel breve termine e non si possono quindi intraprendere azioni di Protezione civile in quanto le probabilità, le possibilità che avvenga un terremoto sulla base di un precursore, inclusa una sequenza di piccoli terremoti, sono bassissime”.

“Quindi – continua – il risultato sarebbe quello che si produrrebbero tantissimi, centinaia di falsi allarmi, che potrebbero da una parte diffondere il panico tra la popolazione e dall’altra portare all’assuefazione e quindi alla totale inefficacia di questi allarmi. Siamo confortati in questo anche dal responso della commissione internazionale che la Protezione Civile aveva formato dopo il terremoto, soprattutto per capire come ci si può comportare in futuro”.

Dolce si trova a Washington per partecipare a un Forum organizzato dalla Banca Mondiale proprio sulla comprensione dei rischi in occasione delle calamità naturali.