L’AQUILA, 31 MAGGIO – Escludere dipendenti e pensionati del “cratere” dalla proroga della detassazione “è un atto discriminatorio”, e contro quest’atto andranno a protestare a Roma sabato 19 giugno gli aquilani che dal prossimo 1° luglio, stanti così le cose,m dovrebbero restituire le somme non versate dopo il terremoto del 6 aprile 2009.

Se non saranno applicati dei correttivi alla proroga, a partire da luglio i cittadini del cratere dovranno tornare a pagare Irpef, Irap, addizionale Irpef, Tarsu, canone Rai, bollo auto, Ici . Le somme non versate andranno restituite nell’anno in corso, al 100 per cento in 60 rate. Per il pregresso riguardante acqua e luce è prevista la rateizzazione in 24 rate. Anche le nuove bollette torneranno a dover essere pagate.

A rimetterci saranno inevitabilmente le tasche dei cittadini. Stando ai dati del Cresa, un lavoratore che prima del sisma guadagnava 2 mila euro, da luglio vedrà il suo stipendio più che dimezzato, con una cifra che si aggirerà intorno ai 730 euro.

I problemi si aggravano maggiormente per chi ha un mutuo in sospeso che, tra un mese, si vedrà costretto a ricominciare a pagare. Il governo è stato sollecitato più volte a chiedere la sospensione dei mutui su tutti gli immobili danneggiati fino a quando non saranno ristrutturati, e anche dei prestiti che pesano sulle spalle di cittadini che, pur avendo la casa agibile, hanno perso il lavoro a causa del sisma.

Sono chiare da tempo le richieste degli enti locali, sindacati e comitati: restituzione delle somme al 40 per cento, in 12 anni e in 120 rate, come avvenne per Umbria e Marche. Se queste istanze non saranno accolte, la situazione per gli aquilani rischia di collassare.

Al momento alcune modifiche provvisorie della ‘’manovra Tremonti’’ prevedono la restituzione in 60 rate di tutte le somme a partire da gennaio 2011 e la sospensione dei pagamenti, fino a dicembre, solo per lavoratori autonomi con un volume di affari inferiore a 200 mila euro.