L’AQUILA – “Grazie per la fine del commissariamento, ma se è tutto qui il governo attuale rischia di comportarsi peggio del precedente”.

Per il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, la legge-Barca in discussione alla Camera dei deputati ha molte ombre e poche luci.

Lo ha detto chiaramente nel corso dell’incontro con gli amministratori locali promosso dai parlamentari aquilani Giovanni Lolli (Pd) e Marcello de Angelis (Pdl) che hanno fatto squadra in queste settimane per cercare di correggere il maxi-emendamento sul terremoto firmato dal ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca.

CIALENTE/1: “COMMISSARIO E STM ‘ASCESSI’ SUL CORPO DELLA RICOSTRUZIONE”

“Finalmente il provvedimento normativo ci libera di quegli ascessi purulenti sul corpo della ricostruzione che erano il commissario e la Struttura tecnica di missione – ha detto Cialente con una metafora medica, la sua occupazione extra-politica – ma se l’esecutivo non stanzierà i soldi per far quadrare i bilanci comunali e non estenderà i benefici per le seconde case anche alle frazioni e al ‘cratere’ finirà per farci rimpiangere Silvio Berlusconi, con il quale le cose le ottenevamo”.

SECONDE CASE E APPALTI PUBBLICI

La vicenda delle cosiddette “seconde case” è il nodo cruciale della legge ed è stato oggetto di furibonde polemiche: se la norma venisse approvata così come formulata, i titolari di edifici non adibiti ad abitazione principale, quindi anche le attività produttive, con unico proprietario localizzati all’interno del centro storico dell’Aquila avranno diritto al 100 per cento dei contributi per la riparazione delle parti strutturali e delle facciate.

Ma c’è una condizione: la progettazione, l’appalto e l’affidamento dei lavori deve essere obbligatoriamente delegata al Comune.

Poiché in molti casi si tratta di interventi che richiederanno più di 5 milioni di euro di finanziamento, si dovrà procedere con le gare europee. Questo significa che i cantieri partiranno in netto ritardo, esattamente ciò che si è voluto evitare sin dall’inizio con la legge 77 del 2009 che parlava di “indennizzo”, quindi destinato al privato che poteva assegnarlo direttamente a progettista e ditta, al posto di “contributo” che, invece, presuppone la gestione in capo al pubblico.

Restano fuori le seconde case delle frazioni dell’Aquila e del resto dei paesi del “cratere”.

CIALENTE/2: “PIANO DI TEMPERA ‘VIRUS’ DI FONTANA DENTRO AL COMUNE”

Nel corso del suo intervento, il primo cittadino del capoluogo, apparso stanco e nervoso, ne ha approfittato per togliersi qualche macigno dalle scarpe e, riferendosi all’inchiesta sulla società Ecosfera che vede indagati il direttore dimissonario dell’Ufficio coordinamento ricostruzione, Gaetano Fontana, il suo braccio destro Enrico Nigris e il professore dell’Università di Camerino Marco D’Annuntiis, consulente di alcuni Comuni ha affermato: “ora capiamo i motivi per cui c’è stata un’accelerazione per Tempera (frazione dove lo stesso D’Annuntiis ha lavorato, ndr), era un ‘virus’ di Fontana messo dentro il Comune dell’Aquila, utilizzato anche per scopi elettorali durante le scorse amministrative dal mio principale sfidante (Giorgio De Matteis, ndr)”.

Su questo punto Cialente ha dovuto rintuzzare la domanda del responsabile della redazione aquilana del quotidiano Il Centro, Giustino Parisse, che ha ricordato al sindaco che la convenzione per il piano di Tempera era stata siglata da lui: “è vero – ha ammesso sbrigativamente – ma poi la situazione ci è sfuggita di mano ed è andata totalmente fuori dal controllo del Comune”.

CIALENTE/3: “UDC CONTRO I PRECARI”

Bastonature anche per il deputato Udc Pierluigi Mantini: “in commissione, oltre ad aver presentato da solo emendamenti preparati da altri, ha dato vita a una guerra contro i precari degna di miglior causa”.

La legge-Barca, infatti, prevede l’assunzione per concorso di 200 persone, di cui la metà dei posti in palio riservata ai lavoratori già impiegati nella ricostruzione: “Mantini ha proposto di abbassare tale soglia al 30 per cento”.

“Mentre dall’altro lato – ha rincarato la dose – si preoccupava di cancellare l’articolo che sancisce l’incompatibilità tra i ruoli politici e chi ha incarichi nella ricostruzione per salvare il consigliere comunale dell’Aquila del suo partito Piero Di Piero”.

LOLLI E DE ANGELIS: “UNA BATTAGLIA CAMPALE”

“In commissione abbiamo dovuto fronteggiare l’ostruzionismo della Lega Nord – ha riferito de Angelis – ma siamo comunque riusciti a portare a casa qualcosa, come il nuovo assetto della ‘governance’ della ricostruzione che prevede l’istituzione degli otto uffici territoriali per le aree omogenee del ‘cratere’ e il ripristino dell’inserimento degli orfani del sisma nelle categorie protette per le assunzioni nella pubblica amministrazione, che era nella prima stesura del testo e poi era scomparso”.

“È stata una battaglia campale – ha aggiunto Lolli – su molti punti il relatore ha detto no, come le seconde case, l’estensione dei benefici del ‘de minimis’ anche ai paesi fuori L’Aquila, e l’eliminazione delle parti della legge che prevedono il ricorso agli appalti pubblici per gli edifici privati diverse dall’abitazione principale con unico proprietario: su uno di essi, però, cioè lo snellimento delle procedure per gli interventi di ricostruzione che prevedano varianti urbanistiche, abbiamo mandato sotto il governo”.

“In questo modo – ha sottolineato – abbiamo inteso lanciare un messaggio all’esecutivo: per vederci riconosciuti i nostri diritti siamo pronti anche ad andare contro un governo che sosteniamo”.

“Tante cose vanno migliorate – ha spiegato ancora de Angelis – e avremo modo di farlo attraverso gli strumenti parlamentari, certo che la partita non si chiude qui, ci sono ancora le scadenze dell’ordinanza per definire la transizione tra il commissariamento e la gestione ordinaria, e di altri decreti che derivano da questa legge che riguarderanno, tra cui quello che riguarda le imprese”.

LIRIS: ”RICORDATEVI DELLA PROVINCIA”

Durante la riunione è intervenuto, in rappresentanza della Provincia dell’Aquila, l’assessore alla Viabilità Guido Liris: “non va dimenticato che anche il nostro ente ha avuto un contributo straordinario da parte del governo per le maggiori spese e le minori entrare connesse al terremoto”.

“L’anno scorso abbiamo ottenuto 8 milioni di euro – ha detto – abbiamo bisogno di questi trasferimenti, anche alla luce della spending review che ha tagliato alla nostra Provincia 7 milioni”.