(AGI) – L’Aquila, 12 apr. – Altri progetti che le imprese cooperative aquilane possono attivare sono relativi alla selezione delle macerie, attraverso la costituzione di nuove cooperative, sociali soprattutto, da impiegare nei centri storici de L’Aquila e dei Comuni limitrofi, che hanno bisogno di queste competenze. C’e’ il settore delle pulizie, storico per le cooperazione aquilane, adesso ferme a causa del crollo e della inagibilita’ dei palazzi del centro storico. Altri progetti riguardano il trasporto degli anziani, dai nuovi quartieri ai centri di aggregazione, che stanno sorgendo nelle diverse aree della citta’. Le cooperative aquilane, infine, potrebbero essere impiegare nella selezione e nella ricostruzione degli archivi storici, il cui patrimonio va riordinato e recuperato, anche attraverso la digitalizzazione, ed infine custodito, all’interno di capannoni industriali.
“Sono state due le criticita’ forti seguite all’emergenza – ha spiegato il vice presidente di Confcooperative, Carlo Mitra – e’ mancato un piano per il rilancio delle piccole e medie imprese, e non e’ stato previsto alcun supporto alla Pubblica Amministrazione locale. Per scommettere sul futuro gli Aquilani devono tornare ad essere protagonisti della propria comunita’.
Bisogna ripartire dai nuovi quartieri costruendo in queste aree servizi per la comunita’, e la cooperazione aquilana e’ pronta a fare la sua parte”. “E’ impossibile pensare ad una vera ricostruzione del sistema sociale ed economico aquilano senza ripartire dal lavoro – ha sottolineato il presidente di Confcooperative Abruzzo Giampiero Ledda – le cooperative erano protagoniste del tessuto economico aquilano prima del terremoto e devono tornare ad esserlo con un ruolo attivo durante la fase della ricostruzione”. A testimonianza delle difficili condizioni in cui ancora si trovano ad operare le cooperative aquilane Confcooperative L’Aquila ha illustrato i dati emersi dal monitoraggio realizzato tra le imprese cooperative del territorio nel I trimestre 2010. Tra i settori piu’ in difficolta’ c’e’ la cooperazione sociale che, nell’ultimo anno, ha visto diminuire in modo determinante sia il numero dei soci lavoratori, che quello di dipendenti e collaboratori, e registra ancora un numero elevatissimo di cassaintegrati.
Diminuito drasticamente anche il volume d’affari, in seguito al calo della domanda di oltre il 50%. Questo stesso genere di problemi affligge anche gli altri settori, dalla produzione all’edilizia fino al turismo. Tutte le cooperative segnalano infatti grandi difficolta’ nel reperimento di personale specializzato e di commesse, a causa di problemi nell’accesso agli affidamenti diretti e alle gare, spesso con requisiti considerati troppo elevati. A questo quadro si sommano poi la carenza di liquidita’ e la difficolta’ di accesso al credito e ai finanziamenti, e la conseguente impossibilita’ di effettuare investimenti. Unico settore a reggere e’ quello della cooperazione agricola che, essendo radicato principalmente nella Marsica, ha subito solo marginalmente le conseguenze del sisma.
Fonte: AGI



